Max Nagl è una delle colonne del Mondiale Motocross: il tedesco è ormai una presenza fissa della MXGP da anni, e nel 2018 ha disputato una stagione positiva coi colori di TM Racing. Max è stato fondamentale nello sviluppo della moto, ha disputato due grandi gare a Ottobiano ed è cresciuto nel corso delle varie gare, perdendo punti preziosi a causa di un brutto infortunio: un’infezione ha trasformato una normale frattura in un calvario, costringendolo a saltare sei GP e abbandonare l’obiettivo top-10 nel Mondiale. Nonostante tutto, e nonostante un MXoN che è andato peggio delle attese, la stagione del tedesco è stata positiva, e ora Nagl si appresta a una nuova ripartenza: TM non correrà nel Mondiale nel 2019, puntando a migliorare la propria azienda e tornare più forte nel 2020, e così Max ha firmato con KTM Sarholz. Una nuova sfida, ma prima di iniziare a pensare all’anno prossimo il tedesco ha rilasciato un’intervista ai nostri microfoni, tracciando il bilancio dell’annata appena conclusa: ecco le parole di Max Nagl a ”Bandiera a scacchi”.

Ciao Max, partiamo dal bilancio del tuo 2018: sei cresciuto molto nell’arco della stagione, disputando alcuni ottimi weekend e migliorando costantemente prima dell’infortunio.

”È vero. Abbiamo fatto crescere la moto passo dopo passo, gara dopo gara: mi sentivo sempre più a mio agio sulla TM, e la mia guida ne ha beneficiato portandomi a ottenere risultati migliori”.

Il tuo 2018 è stato anche caratterizzato da un brutto infortunio: un’infezione ti ha costretto a saltare sei GP. Questo stop, arrivato nel tuo momento migliore, ti avrà fatto infuriare…

”Sono stato decisamente sfortunato con quel problema fisico. Normalmente una frattura di quel tipo necessita di quattro settimane per guarire, ma l’infezione mi ha costretto a restare fermo (senza toccare minimamente la moto, ndr) per oltre 10 settimane. In tutto, sono stato costretto ad andare sotto i ferri tre volte per sistemare un infortunio che sarebbe stato molto meno grave, senza l’infezione”.

Il tuo miglior weekend, a nostro avviso, è stato Ottobiano: due gare meravigliose (con un 7° posto) e tanta consistenza in pista. Concordi?

”Ottobiano è stato un GP speciale. Era la gara di casa per TM, e io adoro le piste di quel tipo: sono un pilota che cerca sempre di dare il 100% in ogni gara e in ogni weekend, ma nell’MXGP di Lombardia ho dato qualcosina in più per TM e per i nostri tifosi. E ha funzionato!”.

Il tuo anno con TM è stato stimolante, ma il costruttore italiano lascerà la MXGP nel 2019 (tornando nel 2020, ndr): un grande peccato, quali sono le tue sensazioni a riguardo? Quanto ti abbiamo visto a Ottobiano e Imola, sembrava che TM fosse diventata la tua seconda famiglia, e hai svolto un grande lavoro con il team nel 2018.

”Ho vissuto un anno fantastico con TM, e posso dire con certezza che il mio piano iniziale comprendeva una lunga permanenza in questo team. Conosco il potenziale della squadra e della moto, e sono sicuro che saremmo potuti crescere moltissimo insieme nella prossima stagione. Dopo l’annuncio di TM ho vissuto momenti difficili, non è stato facile trovare una buona soluzione per il 2019 (Max ha firmato con KTM Sarholz, il suo primo team: correrà ADAC e Mondiale, ndr), ma prendo tutto come una nuova sfida. E dalle nuove sfide si può solo imparare”.

Chiudiamo parlando del Motocross delle Nazioni: la Germania, con te, Jacobi e Roczen, veniva vista da tutti come una delle favorite per il podio o per la vittoria finale. I risultati, però, sono stati profondamente diversi: come hai vissuto il vostro MXoN?

”L’MXoN è stato deludente per la Germania (decima con 78 punti: malissimo Roczen e Jacobi, per Max 8° e 11° posto), ma non per me e per la mia TM. La moto era assolutamente fantastica durante quel weekend e, nonostante fossi tornato da poco dall’infortunio, mi sentivo motivato e forte: ho guidato bene e sono andato forte per tutto il weekend, e solo due cadute mi hanno privato dell’arrivo sul podio, che era il nostro obiettivo per la gara di RedBud. E quello che tutti si aspettavano da noi”.

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