Dan Ticktum è il miglior talento del vivaio Red Bull, e l’ha dimostrato nuovamente ieri con la seconda vittoria consecutiva a Macao (in una gara segnata dall’incidente di Sophia Flörsch, che quest’oggi verrà operata alla schiena): quel successo l’ha fatto rientrare in una ristretta elite di plurivincitori sul circuito cittadino asiatico, una cerchia che comprende campioni e ottimi piloti (Patrese, Lees, Mortara e Rosenqvist sono gli altri autori dei due successi consecutivi), e ha riacceso i riflettori sul giovane talento britannico e vicecampione della F3 europea.

Non è un mistero che Helmut Marko volesse schierare Ticktum in Toro Rosso già nel 2019, ma la mancata vittoria nella F3 ha scombinato i suoi piani: per ottenere il diritto a correre in F1 servono 40 punti, e il 19enne britannico attualmente ne ha 35. Di questi, 25 provengono dal secondo posto in Formula 3, e 10 dalle due vittorie a Macao: in passato le gare asiatiche non contavano per la Superlicenza FIA, ma una norma retroattiva ”nata” a metà stagione ha assegnato quei punti a Ticktum. E ora il gruppo Red Bull studia le prossime mosse per accelerare la carriera del miglior talento del suo Junior Program: Ticktum non dovrà aspettare la fine della prossima stagione per ottenere la Superlicenza, ma si sfrutterà una ”stortura” regolamentare per fargliela raggiungere già nei primi mesi del 2019.

Helmut Marko ha progettato tutto: nell’inverno europeo e a inizio 2019, Ticktum disputerà le Toyota Series neozelandesi, una serie che solitamente vede competere giovani talenti alle prime armi o che devono ancora imporsi in F3/F2. Il regolamento della FIA, però, non obbliga il pilota a ”progredire” nella corsa alla Superlicenza, ma gli consente anche di scendere di categoria per ottenere i 40 punti necessari: le Toyota Series, vinte da tanti volti noti del motorsport (Mitch Evans 2010-11, Stroll 2015, Norris 2016, Shwartzman 2018), assegnano infatti 7 punti al vincitore e 5 al secondo classificato. Così facendo, Ticktum avrà la Superlicenza FIA già a febbraio, ma questo non cambierà i suoi piani immediati: innanzitutto il giovane britannico farà una wildcard in Formula 2 ad Abu Dhabi (sabato e domenica), cercando di dimostrare che può lottare per la vittoria nella categoria, e poi volerà in Asia. Nel suo programma per il 2019 c’è infatti la SuperFormula disputata in Giappone, una serie motoristica che Red Bull ha già utilizzato per ”svezzare” Pierre Gasly prima del lancio in F1: niente debutto nel circus nel 2019 dunque, o almeno niente debutto a inizio stagione.

Secondo molti addetti ai lavori, infatti, la corsa ai punti mancanti per ottenere la Superlicenza voluta da Red Bull (con le Toyota Series) sarebbe indicativa della volontà ”anticipata” del gruppo austriaco. Inizialmente Ticktum avrebbe dovuto debuttare in F1 nel 2020, ma il suo ottimo 2018 (nonostante la rimonta subita da Mick Schumacher) ha fatto cambiare idea a Marko: nelle idee del deus ex machina di Red Bull Racing, Ticktum dovrebbe iniziare a disputare alcune sessioni di prove libere in F1 nel 2019 (parallelamente alla SuperFormula), insidiando così i due piloti che avrà Toro Rosso nella prossima stagione (Kvyat e al 99% Albon). Insomma, ripercorrerebbe in tutto e per tutto le orme di Gasly, magari debuttando a metà stagione come accadde al francese nel 2017: d’altronde, il gruppo Red Bull vuole assolutamente lanciare quanto prima Dan Ticktum in F1 e, come ha già dimostrato con Gasly e Verstappen (in entrambi i casi, ne fece le spese Kvyat), non si fa troppi scrupoli a lanciare i talenti allo sbaraglio. Il giovane Dan potrebbe dunque approdare nel circus prima del 2020, e vedremo quale sarà il suo percorso futuro nel duro mondo del motorsport.

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