Tim Gajser non ha certamente vissuto un 2018 facile. Lo sloveno è partito ad handicap, fratturandosi la mandibola a Mantova nella tremenda caduta degli Internazionali d’Italia e saltando il primo GP stagionale in Argentina, e ci ha messo qualche mese a tornare quello di sempre: Tim non ha disputato la sua miglior stagione, chiudendo senza vittorie e assistendo allo strapotere di KTM (33 vittorie di manche Herlings, 6 Cairoli: solo Desalle ha vinto una manche) con Jeffrey Herlings. Il pilota HRC ha ottenuto vari podi di manche, disputando i suoi migliori weekend a Teutschental e Imola (doppio secondo posto), ma non è riuscito a salire sul podio della MXGP: per lui il 4° posto con 669 punti, -16 da Desalle terzo e molto staccato da Cairoli (782) ed Herlings (933). Nell’intervista rilasciata ai nostri microfoni Tim Gajser, che attualmente sta recuperando dall’operazione svolta al termine della stagione, ha tracciato il bilancio del suo 2018: ecco le sue parole ai microfoni di ”Bandiera a scacchi”.

Ciao Tim, qual è il bilancio del tuo 2018? Sei arrivato 4° nel Mondiale: questo risultato ti soddisfa, alla luce dell’infortunio degli Internazionali d’Italia?

”Devo solo essere felice e ringraziare la buona sorte, perchè dopo una caduta tremenda come quella di Mantova, posso ancora guidare e disputare ottime manche. Di base sono felice della mia stagione: il 4° posto non è quello che avrei voluto, ma questo è il nostro sport. Le cadute fanno parte del motocross e possono influenzare un’annata. Cosa ho imparato dal 2018? Tante cose, sono sicuro che non ripeterò più gli errori che ho fatto quest’anno e correrò sempre con la massima concentrazione”.

KTM ha una grande moto e due grandi piloti: Jeffrey Herlings e Antonio Cairoli hanno vinto 39 manches su 40. Dove può migliorare la tua Honda per accorciare il gap con la moto austriaca?

”Jeffrey e Antonio sono due grandi campioni e la loro moto è fantastica, ma anch’io posso ritenermi felice della mia Honda HRC. Abbiamo già testato la moto per la prossima stagione, e mi trovo molto bene con la nuova Honda. Sento che possiamo crescere molto, migliorandola passo dopo passo e diventando sempre più confidenti sulla nuova moto: questo è fantastico, e dà speranza per il 2019”.

Ti sei infortunato a Mantova, saltando l’MXGP d’Argentina: l’infortunio ha influenzato pesantemente la tua stagione? E quali sono le tue condizioni adesso, dopo l’operazione di quale giorno fa?

”All’inizio sicuramente, nei primi tre GP ho faticato. Poi però ho imparato a guidare diversamente, e dopo ogni gara stavo sempre meglio, e riuscivo ad andare più veloce. Riguardo all’operazione, posso dire che giorno dopo giorno sto migliorando sempre più: ormai sono passate due settimane dall’intervento, e tra qualche giorno potrò risalire sulla mia Honda”.

Nel 2018, come dicevamo in precedenza, non hai vinto una manche: è un passo indietro nella tua carriera, o il risultato di una MXGP dal livello altissimo?

”È senza dubbio un passo indietro, non posso essere soddisfatto perchè so che posso andare molto più veloce”.

Quali sono le tue aspettative per il 2019? Senti di poter lottare con Antonio e Jeffrey per il titolo?

”Il mio obiettivo è quello, lottare con loro e con gli altri big del Mondiale motocross per vincere il secondo titolo mondiale MXGP. So di avere tutto per poter lottare con loro, e lavorerò duramente nell’inverno per essere al 100% sin dalla prima gara, e potergli dare filo da torcere”.

In chiusura, cosa ne pensi del nuovo calendario della MXGP? Molte gare asiatiche, meno GP in Europa e alcuni nuovi circuiti: questi cambiamenti ti soddisfano?

”La stagione è molto lunga e difficile, 20 gare sono tantissime. Ma è così per tutti, e io voglio pensare solo a dare il 100% in ogni GP”.

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