F1

Dominio Red Bull nelle prime libere, Mercedes avanti nelle seconde: Abu Dhabi ci regala due sessioni dall’esito differente, in quello che sarà l’ultimo GP della stagione che ha regalato a Lewis Hamilton il quinto titolo mondiale. Il britannico lo festeggia ”vestendo” per una sessione (le FP1) il numero 1, in quello che è il weekend delle novità e delle notizie: la McLaren di Alonso avrà una livrea particolare in vista dell’ultimo GP in Formula 1 di Nando, Mercedes ha svelato i piani per il 2019 (Ocon terzo pilota, Vandoorne al simulatore), Kubica rientrerà in Formula 1 con Williams. La cosa più importante, però, sono i risultati della pista: andiamo a scoprirli insieme.

FP1: DOMINIO RED BULL, VERSTAPPEN ON FIRE- Le prime prove libere parlano austriaco, l’austriaco di una Red Bull che qui non è mai riuscita a fare risultato nell’era delle power unit, ma vola letteralmente nelle FP1: Max Verstappen ha canalizzato l’ira funesta del giovane pilota ferito (dopo il caos di Interlagos) in queste prime prove libere, distruggendo la concorrenza a suon di costanza e giri veloci. 1.38.491 il tempo dell’olandese, che precede il compagno di squadra Daniel Ricciardo in un uno-due a sorpresa: l’australiano chiude a 454 millesimi dal compagno, ed è l’unico a distanza ravvicinata. Seguono infatti le Mercedes di Bottas (+0.961) e Hamilton (+1.052) a distanza siderale, ma le altre fanno addirittura peggio: il quinto è Ocon con la Racing Point Force India (a proposito, Haas ha fatto ricorso contro la decisione della FIA riguardo al cambio di proprietà: chiede che i premi del costruttori vengano tolti alla scuderia che ora è di Stroll sr.) a 1”611, sesto Magnussen a 1”744: disastrose le Ferrari (che oggi provavano l’alettone 2019), con Raikkonen settimo e Vettel ottavo, entrambi vicinissimi a 2” di distacco (1”926 Kimi, 1”962 Seb). Oltre i due secondi Sainz e Grosjean, che completano la top-10: sono state le prove libere degli incidenti, con un ”bacio” al muro per Ericsson e un paio di testacoda. Ma anche le libere dell’introduzione al 2019: Giovinazzi le ha fatte con Sauber, Kubica con Williams. Tornando alla classifica, oltre la top-10 Gasly, Hulkenberg, Perez, Hartley, Lance Stroll, Giovinazzi (16° a 3”171), Ericsson, Vandoorne e Alonso (3”822 per Nando), con Kubica mestamente ultimo a 4”5. La sua Williams ha avuto molti problemi, trasformando la sessione in un mezzo calvario.

FP2: BOTTAS DAVANTI A TUTTI– Nelle FP2, nonostante le temperature più basse per l’orario tardo (ad Abu Dhabi si gareggia al tramonto, le FP2 sono state fatte coi riflettori accesi), tutti i team hanno dato fondo alle proprie vetture, cercando di raccogliere più dati possibili in vista delle qualifiche di domani e della gara di domenica. C’è chi ha provato ancora il passo-gara, e chi ha tentato di portarsi avanti in vista delle qualifiche. Ed è cambiata la gerarchia delle prove libere: davanti a tutti c’è Valtteri Bottas, col tempo di 1.37.236, e il finlandese sembra molto determinato, visto che senza una vittoria chiuderà l’anno a secco di successi (non succede dallo Schumacher 2012, ma Schumi aveva 43 anni). Ma le Red Bull non si perdono d’animo e sono subito lì, confermando l’ottimo passo qui negli Emirati: Verstappen chiude a soli 44 millesimi da Bottas, con Ricciardo terzo a 192 millesimi davanti a Hamilton (+0.207). La buona notizia arriva da Ferrari, che accorcia il gap: Kimi Raikkonen è quinto a 225 millesimi nel suo ultimo weekend in rosso (si vocifera che abbia pianto durante la cena d’addio alla Ferrari, o forse semplicemente l’Iceman ”sudava dagli occhi”), con Vettel sesto a 333 millesimi. Tutto da valutare il passo-gara della scuderia di Maranello, e i suoi piloti precedono nella top-10 Grosjean, Hulkenberg, Magnussen e Ocon: spavento per Leclerc e Verstappen, che temevano di aver danneggiato il fondo delle proprie vetture sugli alti cordoli del circuito di Yas Marina (si lamenteranno molti team, a riguardo). Per il resto, Gasly è nuovamente undicesimo: precede Sainz, Alonso (13° a 1”489), Perez, Leclerc (15° a 1”595), Hartley, Ericsson e gli staccati Vandoorne, Stroll e Sirotkin. Il russo, all’ultima gara in F1, è ultimo a 3”699.

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