Il mercato della F1 è ufficialmente concluso, e anche l’ultima tessera del mosaico chiamato line-up della Formula 1 è andata al proprio posto. Ormai mancava solo la seconda guida della Toro Rosso, con un annuncio che sembrava nell’aria già settimane fa, e invece stentava ad arrivare: Alexander Albon, talento della F2 (chiusa al terzo posto, ma è stato secondo per tutto il campionato), aveva firmato a metà settembre con Nissan per debuttare in Formula E, ma era in seguito entrato nei radar di una Toro Rosso che brancolava nel buio riguardo alla seconda guida da affiancare a Kvyat.

O meglio, Toro Rosso e Red Bull avevano le idee chiarissime e inizialmente avrebbero voluto promuovere Dan Ticktum dopo la buonissima annata in F3, ma non potevano farlo per via della Superlicenza: al britannico, dopo la seconda vittoria consecutiva a Macao, mancano ancora dei punti per poter debuttare nel circus, punti che sarebbero arrivati solo a febbraio in caso di vittoria o secondo posto (Ticktum è a quota 35, il primo posto ne dà 7 e il secondo 5; per la F1 ne servono 40) nelle Toyota Series neozelandesi. Toro Rosso ha subito realizzato che non poteva attendere così a lungo, visto che Ticktum avrebbe saltato (in caso di firma) anche i test pre-season di Barcellona, e nonostante le pressioni di Helmut Marko ha definito tutto con Albon, che infatti ha saltato i test della Formula E a Valencia. Restava solo uno scoglio, l’indennizzo economico chiesto da Nissan per liberare il pilota per la Toro Rosso-Honda: l’accordo non sembrava esserci e ieri Marko aveva fatto la voce grossa (”Albon deve liberarsi, se vuole firmare con noi”), ma quest’oggi la situazione si è rischiarata ed è arrivata la tanto attesa ufficialità.

Alexander Albon ha firmato con Toro Rosso, e correrà nel 2019 con la scuderia italo-austriaca, sostituendo Brendon Hartley: il pilota thailandese, ma di natali britannici, debutterà così in Formula 1 prima del suo 23° compleanno (è un classe ’96), e potrà mettere in mostra quel talento che si è intravisto più volte in Formula 2, dove ha vinto quattro gare nel 2018 e ottenuto otto podi. Albon diventa così il primo pilota thailandese in F1 dopo oltre cinquant’anni: nella F1 e nell’automobilismo delle origini c’era stato infatti un pilota thai, il ricco principe Birabongse, per tutti Bira. Bira, nato nel 1914 e residente in Gran Bretagna, ottenne grandi risultati nei primi Gran Premi, e debuttò in F1 nel primissimo campionato, datato 1950: corse in cinque stagioni, guidando tra le altre Maserati e Gordini e ottenendo otto punti complessivi. Nel 1955, dopo aver vinto il GP di Nuova Zelanda (non valido per il Mondiale), si ritirò dalle corse e iniziò una lunga carriera nella vela, disputando quattro Olimpiadi nella classe Star. Insomma, un esempio di versatilità che certamente Albon avrà presente: il giovane talento proverà a mettersi in mostra con Toro Rosso, e guadagnarsi il suo posto al sole in F1 dopo aver scartato la Formula E (Nissan dovrebbe sostituirlo con Rowland, che ha svolto parte dei test pre-season).

Nel mentre Albon, che non dovrebbe partecipare ai test di fine stagione (Toro Rosso aveva precettato il collaudatore Gelael) e aveva già fatto parte dello Junior Program Red Bull nel 2012 e nel 2016, ha mostrato tutto il suo entusiasmo: ”Sono entusiasta di debuttare in Formula 1. Durante la mia carriera da pilota, ho avuto alcuni alti e bassi. Quando Red Bull mi ha scartato a fine 2012, credevo che non sarei mai arrivato in F1, ma dopo ho lavorato duramente e ho cercato di dare il massimo ogni volta che sono salito in macchina. Ci sono riuscito, e ringrazio Red Bull ed Helmut Marko per questa seconda chance: l’approdo in F1 è la realizzazione di un sogno, per un malato di corse come il sottoscritto. Non vedo l’ora di iniziare”.

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