Jonathan Rea aveva sfidato i piloti della MotoGP nella giornata di ieri, dominando i test SBK (1” su tutti) e chiudendo con uno strepitoso 1.38.7 a Jerez de la Frontera, e la risposta non ha tardato ad arrivare: dopo una giornata di test che aveva visto in testa per lunghi tratti Marc Marquez e la sua Honda nera, ecco arrivare le Ducati a cambiare le carte in tavola, e prendersi la vetta della lista dei tempi-

Davanti a tutti c’è Danilo Petrucci, che ha trovato un’ottima confidenza con la moto di Borgo Panigale ed è stato l’unico a scendere sotto il muro dell’1.38: 1.37.968 il crono fatto registrare dal pilota di Terni nel 44° dei 53 giri percorsi quest’oggi: Petrucci precede di 217 millesimi Dovizioso, che è scivolato nel finale di giornata, proprio mentre aveva stampato un casco rosso. Sorprendente il primo posto di Petrucci, sorprendente anche il terzo posto diell’ottimo Takaaki Nakagami con la Honda LCR: chiude a 380 millesimi dal leader, precedendo di 28 millesimi Maverick Vinales e la Yamaha ufficiale. Solo quinto Marc Marquez, che ha svolto un grande lavoro con la Honda RC213V colorata di nero e con le prime soluzioni in ottica-2019: una moto che ha mostrato una veste aerodinamica rinnovata, e che ha chiuso quinta con Marquez a 549 millesimi dal leader, mentre Lorenzo migliora ed è settimo a otto decimi.

Tra le due Honda, colui che è la grande rivelazione della post-season: Franco Morbidelli è sesto a 691 millesimi, e sempre più a suo agio con la Yamaha del team Petronas SIC. Dopo Lorenzo, ecco altre due Ducati: Jack Miller (+0.848) è ottavo davanti ad Alvaro Bautista, che ha sostituito per l’occasione Michele Pirro nel ruolo da collaudatore, e ha sperimentato le nuove alette al posteriore studiate da Gigi Dall’Igna per la Ducati 2019, chiudendo a 862 millesimi. Completa la top-10 Joan Mir, che è anche caduto andando a danneggiare gli air-fence (”guido la Suzuki come una Moto2, toccare l’asfalto con il braccio era disturbante”), ed è l’ultimo pilota sotto il secondo di distacco: precede Andrea Iannone, che è 11° a un secondo dopo aver sfruttato la scia di Marc Marquez, e Tito Rabat, che sta riconquistando la forma dopo la tripla frattura alla gamba dx. Rabat precede Alex Rins (+1.182) e Pecco Bagnaia, che fa un passo indietro ed è 14° a 1”189: completano la top-20 Quartararo (+1.446), Pol Espargaro (+1.584), Valentino Rossi (+1.596), Bradley Smith sull’Aprilia (+2.206), Johann Zarco (+2.224) e Karel Abraham (+2.460).

Giornataccia per Valentino Rossi, che ha chiuso solo 17° dopo una giornata costellata dai problemi tecnici alla sua Yamaha, che l’hanno anche costretto a fermarsi. È la peggiore tra le Yamaha, battuto anche dal deb Quartararo in una giornata da dimenticare, e racconta così il suo mercoledì di prove: ”Concordo con Vinales riguardo alla scelta del motore. Opteremo su quello con più freno motore, ma non ci dà il miglioramento di cui avevamo davvero bisogno. Non c’è una grossa differenza rispetto alle prestazioni del 2018. Quelli che ci erano davanti allora, lo sono anche oggi. Il problema è lo stesso: siamo veloci con gomma nuova, ma caliamo dopo 5-6 giri. Oggi sono indietro perchè abbiamo avuto seri problemi con le gomme nuove che stavo provando”.

Fatica anche Zarco, 19° con una KTM lontana dalle migliori, ma c’è chi sta peggio: Syahrin (+2.662) è 21° con la KTM Tech 3, confermando le difficoltà d’adattamento nel passaggio dalla Yamaha alla moto austriaca, e precede il collaudatore Suzuki Guintoli (+2.775). Ancora disastroso Miguel Oliveira, che col suo 1.41.699 (+3.731) è più lento di 1” rispetto agli altri piloti che disputeranno la prossima MotoGP: non è ultimo solo perchè lo segue l’Aprilia del collaudatore Matteo Baiocco, 24° a 4”798. Sostituiva Aleix Espargaro, fermato dalla gastroenterite.

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