Carlos Ghosn

Il gruppo Renault/Nissan è stato colpito nei giorni scorsi da un autentico scandalo. Carlos Ghosn, presidente e ad di Renault e Nissan, nonchè patron di Mitsubishi, è stato arrestato per non aver fornito informazioni corrette sul compenso percepito da Nissan, e per aver usufruito illecitamente dei fondi della casa nipponica. Di fatto, Ghosn ha dichiarato di aver percepito 100mila euro negli ultimi cinque anni fiscali (fino a marzo 2018), mentre invece percepiva oltre 8.5mln: in tutto, ha ”rubato” quasi 44mln di dollari dalle casse di Nissan, un po’ per le false dichiarazioni, un po’ usufruendo di fondi societari per il proprio tornaconto.

Accuse gravi, e una frode che è stata punita con l’arresto da parte della Procura di Tokyo: Ghosn sperava di essere scarcerato nei giorni scorsi, e invece il carcere è stato prolungato fino al 30 dicembre. L’accusa, confermata dai fatti, proveniva direttamente dall’interno del gruppo-lavoro di Nissan: un dipendente che ha chiesto di restare anonimo ha segnalato gli abusi di Ghosn, facendo partire l’inchiesta che ha provocato l’arresto. Insieme al manager di origine brasiliana, è stato arrestato il suo consigliere Greg Kelly, e per entrambi i rischi sono alti: il processo potrebbe portare a una detenzione lunga 10 anni, anche se la pena minima per i reati ascritti è una forte multa pecuniaria. La giustizia giapponese però è nota per la sua fermezza, e dunque ci si aspetta una sanzione che comprenda sia anni di carcere, che una forte multa sia per Ghosn che per Nissan. Nel mentre, impazza lo scandalo: Renault ha sostituito Ghosn con Thierry Bolloré (cugino di Vincent, boss di Vivendi), ma nel mentre continua a perdere in Borsa. Le perdite sono arrivate oltre il 12% per Renault, e il 10% per Nissan, quotata alla borsa tedesca. E ora si teme per il futuro motoristico delle due case.

CASO-GHOSN, CI SARANNO RIPERCUSSIONI PER LA F1?– Le continue perdite di Renault, e il cambio di equilibri all’interno del gruppo Renault/Nissan e del gruppo Automotive, potrebbero avere ripercussioni anche sul motorsport. Qualora la situazione dovesse diventare peggiore dal punto di vista finanziario, o l’inchiesta dovesse coinvolgere altri vertici del polo automobilistico, il tutto potrebbe pesare come un macigno sui programmi sportivi di Renault/Nissan: non sono pochi gli esperti che hanno iniziato a parlare di un ridimensionamento dell’attività motoristica di Renault, e vedremo nel 2019 se accadrà davvero. Certamente, una situazione del genere sarebbe drammatica per la F1: Renault era diventata la quarta forza e, nei programmi di Ghosn, avrebbe dovuto investire pesantemente per inseguire le top-3 e azzerare il gap entro il 2021, consentendo a Ricciardo o a un futuro pilota di puntare per il titolo. Lo stesso vale per Nissan, che sogna la vittoria in Formula E: un eventuale taglio del budget, ancora non confermato e/o nei piani, andrebbe a colpire entrambe in maniera ferale. Sembra invece fantascienza lo scenario più apocalittico, che capitò con Volkswagen per il diesel-gate: allora la casa tedesca uscì da ogni competizione motoristica, ma solo dopo aver bruciato miliardi di euro/dollari e aver perso ogni credibilità internazionale. Renault invece ha allontanato la mela marcia, e nel giro di un anno potrebbe anche tornare al 100% dal punto di vista economico.

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