La Dakar 2019 inizierà il prossimo 7 gennaio, ed è giunto il tempo di scoprire più da vicino i protagonisti italiani: tra qualche giorno ci concentreremo sui big al via, sui favoriti e sul percorso nel dettaglio, ma ora è tempo di pensare agli iscritti di casa nostra. Gli italiani al via saranno 13, e hanno tutti precedenti e storie interessanti. Partiremo dai più noti, per poi chiudere con quella che è forse la storia più bella della Dakar ”italiana”: partiremo dalle moto, per poi passare alle altre categorie e chiudere coi ”mostruosi” camion. Dopo Jacopo Cerutti, tocca a Maurizio Gerini e al suo #42.

MAURIZIO GERINI, IL RITORNO– Da Chiusanico alla Dakar, dalla Liguria al deserto del Perù. La storia di Maurizio Gerini è quella di un ragazzo che a 32 anni decide di cambiare tutto e intraprendere un nuovo percorso: come lui stesso ci aveva raccontato nell’intervista rilasciata a ”Bandiera a scacchi”, Gerini aveva gareggiato per oltre 10 anni nell’Enduro, sfiorando anche il titolo europeo. A 32 anni, però, gli stimoli per le ruote tassellate e per quella categoria stavano scemando, e così gli amici Alessandro Botturi e Livio Metelli sono riusciti a convincere Maurizio a tentare il grande salto nei rally-raid: Gerini si è allenato duramente, ha disputato un’ottimo Merzouga Rally e fatto una signora figura nel Panafrica, preparandosi così nel migliore dei modi alla Dakar 2018. E, nella sua prima Dakar, ha subito mostrato grande confidenza con la navigazione e con la sabbia desertica: è cresciuto di giorno in giorno grazie a un grande allenamento fisico, e con la costanza e l’abilità è riuscito a chiudere al 22° posto nella sua primissima Dakar, vincendo la categoria Marathon. La sua è stata una gara intelligente e veloce, che Maurizio vorrebbe ripetere nel 2019: si è allenato duramente, alternando la navigazione e le prove in Africa con intensi giorni sul Monte Bianco per sopportare anche l’altura e il freddo delle zone più impervie, ed è arrivato in ottima condizione alla Dakar 2019. Per lui, come per Cerutti, il sogno è quello di migliorarsi e magari sfiorare la top-10: correrà nuovamente col Team Solarys Racing, e siamo certi che la sua sarà una Dakar dalle altissime emozioni. Una Dakar che non correrà da solo.

MAURIZIO GERINI, UNA DAKAR PER FAUSTO– Per Maurizio Gerini l’edizione 2018 è stata quella del debutto, ma anche della condivisione: il pilota di Chiusanico (Imperia) ha vissuto la corsa in tandem con l’amico e compagno di squadra Fausto Vignola, con cui ha condiviso ogni momento, dalla partenza all’arrivo trionfale in Argentina. Il loro è stato un percorso bellissimo, fatto di scherzi e aneddoti da raccontare, ma anche di tanti sacrifici. Un percorso che si è bruscamente interrotto con la morte di Fausto Vignola durante un allenamento in vista della nuova edizione della Dakar: Maurizio Gerini è stato profondamente scosso dall’accaduto, e siamo sicuri che correrà la Dakar 2019 con una motivazione particolare. Oltre alla volontà di migliorarsi e ottenere un grande risultato, ci sarà anche la voglia di dedicarlo a Fausto, all’amico scomparso che aveva condiviso con lui l’esperienza alla guida dell’Husqvarna griffata Solarys Racing. E siamo sicuri che Maurizio Gerini avrà un protettore ”speciale”: Fausto guarderà dall’alto la sua Dakar, con un sorriso e la voglia di aiutare l’amico a realizzare il sogno di diventare un’icona nei rally-raid. E noi, lo ammettiamo, tiferemo per Maurizio, che abbiamo conosciuto di persona durante Eicma.

Fausto Vignola

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