Mirko Pavan

La Dakar 2019 inizierà il prossimo 7 gennaio, ed è giunto il tempo di scoprire più da vicino i protagonisti italiani: tra qualche giorno ci concentreremo sui big al via, sui favoriti e sul percorso nel dettaglio, ma ora è tempo di pensare agli iscritti di casa nostra. Gli italiani al via saranno 13, e hanno tutti precedenti e storie interessanti. Partiremo dai più noti, per poi chiudere con quella che è forse la storia più bella della Dakar ”italiana”: partiremo dalle moto, per poi passare alle altre categorie e chiudere coi ”mostruosi” camion. Dopo Jacopo Cerutti e Maurizio Gerini, parliamo di un debuttante.

MIRKO PAVAN, LA DAKAR DELLA RIVINCITAMirko Pavan avrebbe dovuto effettuare il suo debutto dakariano già nel 2018. Il pilota veneto, volto noto del Motorally, comparso più volte nei rally internazionali con risultati di spessore, aveva iniziato ad allenarsi già nel 2017 e puntava con forza a un debutto nella Dakar 2018. Un infortunio riportato durante il Panafrica Rally, e la frattura della clavicola, l’avevano però tagliato fuori da quell’edizione della Dakar. Mirko, che ha definito la Dakar ”la massima aspirazione per un motociclista che fa rally”, non ha mollato e si è ripresentato al via quest’anno. Non arriva alla Dakar da assoluto inesperto dei rally-raid, anzi: ha disputato il Merzouga Rally, il Tuareg Rallye, l’X Rally di Marrakech e il Transanatolia, allenandosi sulla sabbia e nella navigazione. Per lui la partecipazione alla Dakar 2019 sarà un sogno che si realizza, un sogno da portare avanti ottenendo grandi risultati nel rally-raid più famoso del mondo.

Mirko Pavan debutterà nella Dakar a 33 anni, e col #95: guiderà una Beta preparata dal team NSM (Non solo Moto) di Mirco Miotto, che sarà al via al suo fianco e gli fornirà preziosi consigli su quello che è il suo battesimo di fuoco nel rally-raid più famoso al mondo. Pavan porterà nella corsa la giovialità tipica dei veneti, tanto entusiasmo e un meraviglioso nome Instagram (@mirketto.alla.dakar): correrà nella classe Marathon, e spera di riuscire ad entrare tra i migliori trenta della corsa.

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