Gianpaolo Bedin

La Dakar 2019 inizierà il prossimo 7 gennaio, ed è giunto il tempo di scoprire più da vicino i protagonisti italiani: tra qualche giorno ci concentreremo sui big al via, sui favoriti e sul percorso nel dettaglio, ma ora è tempo di pensare agli iscritti di casa nostra. Gli italiani al via saranno 13, e hanno tutti precedenti e storie interessanti. Partiremo dai più noti, per poi chiudere con quella che è forse la storia più bella della Dakar ”italiana”: partiremo dalle moto, per poi passare alle altre categorie e chiudere coi ”mostruosi” camion. Dopo Jacopo Cerutti, Maurizio Gerini, Mirko Pavan, Mirco Miotto, Gabriele Minelli ed Elio Aglioni, passiamo alle auto, dove non ci sarà (purtroppo) Eugenio Amos: ecco a voi Gianpaolo Bedin.

GIANPAOLO BEDIN: UN PROGETTO HOME-MADE PER CHIUDERE LA DAKAR– Il nome di Gianpaolo Bedin non risulterà nuovo agli appassionati di motori e ai veri nerd delle autovetture: il torinese, classe ’65, è ormai da anni un imprenditore nell’industria automobilistica con la sua Raitec. Ed è anche il creatore di uno dei progetti più interessanti della Dakar 2019: Bedin, che aveva già tentato senza esito di partecipare alla Dakar 2013 (venne bocciato alle verifiche europee a fine 2012) e vanta tre partecipazioni e altrettanti ritiri nel 2014-2015-2016, torna alla Dakar quest’anno, e lo fa con un buggy griffato dalla sua Raitec Racing. Un buggy che ha personalmente disegnato e costruito nella sua fabbrica torinese, com’era già successo nelle altre occasioni e conciliando l’attività imprenditoriale con la passione per il deserto: un progetto al quale tiene moltissimo, e che spera possa portarlo a concludere finalmente il rally-raid e forgiarsi del titolo di dakariano.

Al suo fianco, Bedin avrà un copilota esperto e assennato. Parliamo di Guido Toni, un uomo che ha collaborato negli anni con piloti come Markku Alen, Edy Orioli, Hubert Auriol, Salvador Servia, Carlo De Gavardo e Albert Llovera, partecipando a 18 Dakar con vari ruoli: team manager, pilota e co-pilota. Inoltre, vanta molte partecipazioni (8) al Rally dei Faraoni, al Dubai Rally e a corse meno note al grande pubblico, ma fondamentali per l’off-road e per questo mondo come il Silk Way Rally (Mosca-Pechino), la Baja Spain, Baja Portugal, Baja Italia, e alcuni titoli italiani nei rally-raid. Un’autentica istituzione, che svolgerà un ruolo fondamentale nella navigazione e nel percorso che dovrà portare il buggy #406 al traguardo.

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