Andrea Schiumarini

La Dakar 2019 inizierà il prossimo 7 gennaio, ed è giunto il tempo di scoprire più da vicino i protagonisti italiani: tra qualche giorno ci concentreremo sui big al via, sui favoriti e sul percorso nel dettaglio, ma ora è tempo di pensare agli iscritti di casa nostra. Gli italiani al via saranno 13, e hanno tutti precedenti e storie interessanti. Partiremo dai più noti, per poi chiudere con quella che è forse la storia più bella della Dakar ”italiana”: partiremo dalle moto, per poi passare alle altre categorie e chiudere coi ”mostruosi” camion. Dopo Jacopo Cerutti, Maurizio Gerini, Mirko Pavan, Mirco Miotto, Gabriele Minelli ed Elio Aglioni, passiamo alle auto, dove non ci sarà (purtroppo) Eugenio Amos: dopo avervi presentato Gianpaolo Bedin, Camelia Liparoti e Fabio Del Punta, ora tocca ad Andrea Schiumarini, ultimo automobilista italiano.

SCHIUMARINI-SUCCI-MASSIMO, UN TRIO ALLA CONQUISTA DELLA DAKARAndrea Schiumarini è il front-man di quella che è una sfida condotta da tre amici: correrà la sua prima Dakar insieme ad Andrea Succi e Salvatore Massimo, che gli faranno da copilota e meccanico/assistente alla guida. Il trio, ”griffato” dal #423, guiderà una Ford Raptor preparata da RTeam, ed ha preparato la Dakar nel minimo dettaglio: da giugno i tre hanno cambiato la propria routine quotidiana per prepararsi al meglio al fuso orario peruviano, adottando inoltre una dieta specifica per migliorare la resistenza e allenandosi duramente in palestra. Come se non bastasse, si sono anche dedicati a tutta una serie di corse preparatorie, svolgendo il test definitivo a novembre e nel pieno deserto, per perfezionare la guida tra le dune e sulla sabbia: l’obiettivo era quello di arrivare preparati nel migliore dei modi alla Dakar, e sono convinti di esserci riusciti, nonostante le difficoltà nel reperire il budget necessario (è stato fondamentale l’aiuto di un pool di sponsor).

Schiumarini, classe ’81, sarà la prima guida del terzetto, il cui obiettivo è vivere al meglio il ”battesimo” alla Dakar, ottenuto realizzando un sogno che avevano tre bambini cresciuti col mito di Thierry Sabine e della Dakar africana vista in tv. ”Affronteremo ogni tappa come se fosse un’avventura, siamo affascinati e al tempo stesso spaventati dall’importanza e difficoltà di questa gara. I paesaggi, lo spirito d’avventura e la voglia di conoscere nuove culture ci hanno spinto a tentare questa sfida. Cercheremo di arrivare al traguardo in ogni modo possibile”. In bocca al lupo a tutti e tre!

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