Nicola Dutto

La Dakar 2019 inizierà domani (7 gennaio), e si conclude il nostro viaggio alla scoperta dei protagonisti italiani. Gli italiani al via saranno 13, e hanno tutti precedenti e storie interessanti. Siamo partiti dai più noti, e chiuderemo con quella che è forse la storia più bella della Dakar ”italiana”: siamo partiti dalle moto, per poi passare alle altre categorie e chiudere coi ”mostruosi” camion. Dopo Jacopo Cerutti, Maurizio Gerini, Mirko Pavan, Mirco Miotto, Gabriele Minelli ed Elio Aglioni (moto), Gianpaolo Bedin, Camelia Liparoti, Fabio Del Punta e Andrea Schiumarini (auto), Claudio Bellina e Cesare Rickler (camion), chiudiamo con la storia di Nicola Dutto: il primo paraplegico alla Dakar è italiano, per una storia di straordinaria umanità e voglia di andare oltre i propri limiti.

DAKAR 2019: NICOLA DUTTO, IL PRIMO PARAPLEGICO ALLA DAKAR– Nicola Dutto, motociclista cuneese classe ’70, ha vissuto tutta la sua vita per il motorsport. Durante la sua carriera da motociclista, ha vinto molte gare sulla sabbia, conquistando il titolo italiano ed europeo nel Baja Championship tra il 2008 e il 2009. Poi, nel marzo 2010, ecco l’episodio che cambia tutto, la vita e la carriera. Una tremenda caduta durante l’Italian Baja, e la diagnosi che è ferale: rottura del midollo spinale, paraplegia e la sedia a rotelle che diventa un’inseparabile compagna di vita. Nicola Dutto, però, non voleva rinunciare alle gare e alle sfide, e nove mesi dopo l’uscita dall’ospedale iniziò a pianificare il ritorno alle gare: in tanti l’avevano inizialmente sconsigliato, ma alla fine Nicola può dire di aver vinto la sua sfida.

Nel 2011 ha preso parte alla Baja 1000 su un buggy Polaris, modificato in modo simile alla vettura WTCC di Alex Zanardi per consentire a un pilota paraplegico di guidare senza problemi o difficoltà di sorta. A Nicola Dutto, però, poter gareggiare in auto non bastava: il sogno era quello di tornare a gareggiare su una moto. Col supporto della moglie Elena, di KTM Italy e di altri tra amici e sponsor, l’italiano ha preso parte alla Baja Aragon (500km) nel 2012, diventando il primo motociclista paraplegico a livello agonistico e poi ha iniziato a lavorare al sogno chiamato-Dakar. Un sogno che sembrava irrealizzabile, e che invece è diventato realtà sei anni dopo: grazie al proprio ingegno, e al supporto di KTM, la moto 450cc che guiderà Nicola Dutto è stata opportunamente modificata per consentirgli di restare fermo e stabile durante il passaggio sulle dune, e ridurre al minimo i rischi causati da eventuali cadute. Un fattore di rischio che non può essere totalmente escluso, vista la conformazione sabbiosa e complicata della Dakar 2019.

Nicola Dutto vivrà a 48 anni il sogno di gareggiare nella Dakar, diventando il primo pilota paraplegico nella storia del rally-raid più famoso del mondo. Non sarà solo, lo spiega lui stesso ai microfoni del sito ufficiale: ”Gareggerò con una KTM equipaggiata con uno speciale roll-bar per proteggere le gambe, sviluppato da me stesso, mentre sul manubrio avrò pulsanti per accelerare, per il freno anteriore e posteriore e per il cambio-marcia. Sono letteralmente legato e incollato alla moto. Non sarò solo, dividerò questa avventura con tre piloti che mi scorteranno per tutto il tracciato: uno mi starà alle spalle, gli altri due ai lati, per aiutarmi in caso di cadute o momenti di difficoltà. Sarà un lavoro di squadra, come lo è stato durante le Dakar Series, il Merzouga Rally e il Rally del Marocco. Parto con grandi motivazioni, voglio dare il massimo e sono affascinato dall’idea di passare così tante ore sulla moto, andando oltre i miei limiti fisici e mentali. Non ho paura di nulla”. E allora facciamo un grande in bocca al lupo a Nicola Dutto: speriamo tutti che possa arrivare al traguardo, e godersi al massimo la sua Dakar. E un grande in bocca al lupo anche a tutti e 13 gli italiani al via!

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