Dakar 2019

La 3a tappa della Dakar 2019 verrà ricordata a lungo dagli appassionati, perchè ha fatto vittime illustri tanto nelle auto quanto nelle moto, e ha scombinato tutte le classifiche. I concorrenti affrontavano una frazione davvero dura e intensa : 799km da San Juan de Marcona ad Arequipa, con 331km di prova speciale tra le dune, con qualche suggestivo passaggio vicino sulla costa dell’Oceano Pacifico. E che dune! Le Dunas de Acari, nuova e intrigante sezione di sabbia, presentavano dune alte fino a 2mila metri: un autentico muro di sabbia da scalare per moto, quad, camion, auto e SxS, che infatti ha causato non pochi problemi ai piloti di ogni categoria. Sono molti i piloti che ne escono con le ossa rotte, alcuni addirittura da ritirati (Barreda): domani, nella prima tappa Marathon, in tanti cercheranno di recuperare. I corridori affronteranno 511km da Arequipa a Moquegua per moto e quad, 664km da Arequipa a Tacna per auto/camion/SxS, entrambe le tappe avranno 352km di speciale: niente assistenza per chi avrà problemi tecnici e di sorta, e notte all’addiaccio nel bivacco in quella che potrebbe essere un’altra delle giornate decisive della Dakar 2019.

MOTO: TAPPA A DE SOULTRAIT, QUINTANILLA LEADER. BARREDA SI RITIRA, DISASTRO KTM- Le Dunas de Acari causano problemi e cataclismi ai piloti delle moto. C’è chi interpreta al meglio la prova speciale odierna, e chi perde completamente la bussola: nella seconda categoria rientra Matthias Walkner, che dopo una partenza ”zoppicante” va fuori dal tracciato odierno per oltre 4km, sbagliando completamente strada. La navigazione, che gli aveva fatto vincere la scorsa Dakar quando tutti avevano sbagliato, lo manda in fallo nell’edizione 2019: l’austriaco perde circa mezz’ora sulla strada sbagliata, e porta con sè nell’errore Ricky Brabec e Toby Price, che partivano immediatamente alle sue spalle. Dall’errore di navigazione, Price ne esce con 20′ persi, Brabec con 26′ di ritardo e Walkner con 29’30”: i tre avviano poi una disperata rimonta nel finale, ma ormai la tappa (e forse anche le loro chances di vittoria) è compromessa. Chi esce peggio dalla frazione odierna è Joan Barreda: lo spagnolo, a differenza degli avversari, sbaglia in proprio qualche km dopo, quando rimane completamente bloccato tra le insormontabili dune dopo un errore di navigazione che l’aveva portato 300m fuori dalla pista. Barreda si prodiga per tirare fuori dal ”pantano” (figurato, parliamo di sabbia) la sua Honda HRC, viene anche aiutato dal pubblico peruviano, ma non c’è verso: dopo due ore di tentativi a vuoto lo spagnolo si ritira (ritirato anche Nosiglia, doppia frattura all’avambraccio), salutando a metà della 3a tappa l’ennesima Dakar in cui era favorito ed era partito benissimo, ma non ha raccolto assolutamente nulla. Il suo rapporto sfortunato con la Dakar, fatto di ritiri, problemi meccanici o di navigazione e/o infortuni che gli hanno sempre precluso la gioia del successo, è ormai qualcosa di clinico.

Barreda saluta la Dakar, Walkner si perde, e così la tappa odierna ha altri protagonisti: Kevin Benavides parte forte nella prima sezione della speciale sulle Dunas de Acari, salvo poi cedere lo scettro di giornata al francese Xavier De Soultrait. Il portacolori di Yamaha, ufficialmente seconda guida al fianco di van Beveren, quest’oggi ha trovato un gran passo e vince la prima frazione in carriera alla Dakar: precede di 15” Pablo Quintanilla (Husqvarna), vero vincitore della tappa odierna (diventa leader con un ampio margine) e di 2’37” Benavides, che ora diventerà il pilota #1 di Honda. Quarto van Beveren a 6’42”, poi ecco Sam Sunderland con la prima KTM a 8’26” e Paulo Gonçalves a 9’31”: completano la top-10 Svitko (10’50”), Oriol Mena (11’15”), Toby Price che chiude a 14’16” e Michael Metge (Sherco) staccato di 14’45”): 13° Ricky Brabec a 20’01”, 15° Matthias Walkner, staccato di 23’15” e preceduto anche da Luciano Benavides (KTM). Peggio di lui fa Ignacio Cornejo (30’57”), in quella che è una giornataccia per Honda e KTM: HRC ha perso in un colpo solo Barreda (il suo favorito) e Nosiglia, vedendo scivolare indietro nella generale Brabec e Cornejo, e dovrà puntare tutto sul solo Benavides (staccato di 11’32” da Quintanilla). KTM invece ha visto Sunderland perdere 8’26”, Price 14’16” e Walkner 23’15”: il suo miglior pilota nella generale si trova a 12 minuti dalla vetta, e chissà che non si interrompa proprio quest’anno la serie di successi che dura dal 2001. Per quel che riguarda gli italiani, il primo ad arrivare è stato Jacopo Cerutti, che chiude 16° a 29’41” dal vincitore e ottiene un grande risultato: 20° invece Maurizio Gerini, che completa un’ottima tappa chiudendo a 40’16” da De Soultrait. 84° posto invece per Mirko Pavan, staccato di 2h16’18”, 111° Minelli a più di tre ore, 120° Miotto e 123° Dutto. Ritirato Aglioni.

Nella classifica generale ora guida Pablo Quintanilla, che grazie alla propria abilità nella navigazione e nello schivare gli errori si è costruito un ampio margine sugli inseguitori: Benavides è secondo a 11’23”, Sunderland terzo a 12’12”, davanti a van Beveren (13’29”), Price (15’17”), De Soultrait (16’52”) e tutti gli altri, con Walkner ottavo a 21’14”. Il cileno ha una grande chance, vedremo se riuscirà a sfruttarla e mantenere la leadership nella generale: una generale che vede Jacopo Cerutti come miglior italiano, con la 17a posizione, mentre Gerini è 22°. Devono ancora concludersi le prove di auto, quad, SxS e camion.

Dakar 2019, moto: La classifica di tappa-1) Xavier De Soultrait (Fra/Yamaha) in 4h07’42”, 2) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) a 15”, 3) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 2’37”, 4) Adrien van Beveren (Fra/Yamaha) a 6’42”, 5) Sam Sunderland (Gbr/KTM) a 8’26”, 6) Paulo Gonçalves (Por/Honda) a 9’31”, 7) Stefan Svitko (Svk/KTM) a 10’50”, 8) Oriol Mena (Spa/Hero Speedbrain) a 11’15”, 9) Toby Price (Aus/KTM) a 14’16”, 10) Michael Metge (Fra/Sherco) a 14’45”, 11) Lorenzo Santolino (Spa/Sherco) a 14’59”, 12) Andrew Short (Usa/Husqvarna) a 15’10”, 13) Ricky Brabec (Usa/Honda) a 20’01”, 14) Luciano Benavides (Arg/KTM) a 21’53”, 15) Matthias Walkner (Aut/KTM) a 23’15”.

Gli italiani: 16) Jacopo Cerutti (Husqvarna Solarys Racing) a 29’41”, 20) Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 40’16”, 84) Mirko Pavan (Beta NSM Racing) a 2h16’18”, 111) Gabriele Minelli (KTM Pedregà Racing) a 3h35’30”, 120) Mirco Miotto (Beta NSM Racing) a 4h51’23”, 123) Nicola Dutto (KTM) a 5h10’35”.

Dakar 2019, moto: La classifica generale dopo la 3a tappa- 1) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) in 8h34’38”, 2) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 11’23”, 3) Sam Sunderland (Gbr/KTM) a 12’12”, 4) Adrien van Beveren (Fra/Yamaha) a 13’29”, 5) Toby Price (Aus/KTM) a 15’17”, 6) Xavier De Soultrait (Fra/Yamaha) a 16’52”, 7) Ricky Brabec (Usa/Honda) a 18’02”, 8) Matthias Walkner (Aut/KTM) a 21’14”, 9) Paulo Gonçalves (Por/Honda) a 25’11”, 10) Andrew Short (Usa/Husqvarna) a 29’15”.

Gli italiani: 17) Jacopo Cerutti (Husqvarna Solarys Racing) a 1h16’20”, 22) Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 1h29’05”, 78) Mirko Pavan (Beta NSM Racing) a 4h43’05”, 117) Gabriele Minelli (KTM Pedregà Racing) a 10h08’24” (pen. 2h20′), 118) Mirco Miotto (Beta NSM Racing) a 10h21’03”, 123) Nicola Dutto (KTM) a 11h37’00” (pen. 2h).

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *