Il sogno è sfumato. Di nuovo, per la nona volta. Il copione della Dakar continua a non prevedere un ruolo piacevole a Joan Barreda. Il pilota spagnolo della Honda rimane uno dei migliori interpreti della corsa a tappe motoristica più importante al mondo, ma non riesce mai a cogliere il successo finale. Sarebbe un premio per la caparbietà e l’immensa classe di cui dispone. Nessuno riesce ad essere veloce come lui; pochissimi possono vantare 17 vittorie di tappa. Un palmares da grandissimo a cui manca però il bersaglio grosso.

INCOMPIUTO Proprio questo è il paradosso di Barreda. Le tante vittorie non lo hanno mai portato a raggiungere il grande obiettivo della classifica generale. Colpa di un modo di correre poco votato al calcolo ed estremamente propenso al rischio. Per certi aspetti, Joan ha qualcosa di affine all’amico della MotoGP Marc Marquez. Anche lui sa essere spettacolare ed infiamma gli appassionati con cavalcate impressionanti. Tuttavia, questo stile di guida sa rivelarsi anche una croce letale per le speranze di vittoria. Barreda non sa gestire il margine che costruisce e spesso va in difficoltà quando deve fare da apripista. Limiti mai totalmente corretti nel corso delle sue nove Dakar. La sfortuna ci ha messo lo zampino in alcune circostanze. Ieri lo ha frenato sotto le sembianze di dune insormontabili e di un fatale errore nella navigazione che di fatto ha intrappolato lo spagnolo in mezzo alla sabbia (potete assistere al suo calvario negli highlights sottostanti), costringendolo al ritiro dopo due ore di (vani) tentativi di liberare la moto e riprendere la corretta via. Un anno fa, la malasorte si è presentata sotto forma di infortunio al ginocchio, condizionando la gara di Joan.

CONSAPEVOLEZZA Tristezza e delusione sono i sentimenti più evidenti nelle parole di Barreda al termine della terza tappa. Il ritiro è la forma peggiore per dire addio al proprio sogno. Lo spagnolo è un combattente e non ama la resa. Al tempo stesso, c’è la consapevolezza di aver visto sfumare un’altra grande occasione, proprio quando le cose sembravano aver preso una piega favorevole. Ma è proprio dalla coscienza dei propri mezzi, su tutti la notevole velocità, che Joan deve partire per compiere l’ultimo scalino, quello decisivo per non rimare un meraviglioso incompiuto, ma un campione fatto e finito.

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