Dal trionfo al disastro. Il week end da sogno della Bmw prende una svolta ad 8 minuti dalla conclusione. Colpa di un contatto tra Antonio Felix Da Costa, in testa, e Alexander Sims, compagno di team al suo inseguimento. Il crash toglie alla casa costruttrice tedesca una doppietta meritata, figlia di una notevole competitività e spalanca le porte al trionfo di Jerome D’Ambrosio su Mahindra al termine di un finale al cardiopalma. A podio anche le due ritrovate Virgin di Robin Frijns e Sam Bird. Limita i danni Jean-Eric Vergne, quinto, autore di una risalita straordinaria. In classifica, D’Ambrosio si porta in testa con 40 punti, scavalcando Da Costa fermo a quota 28.

LA GARA In partenza, succede di tutto. Il campione del mondo in carica, Vergne, tenta un sorpasso improbabile ai danni del poleman Bird, sbaglia i tempi della staccata e si gira in testacoda. Il francese si vede costretto ad iniziare una furibonda rimonta dal fondo dello schieramento che lo porterà fino ad uno straordinario quinto posto. Il contatto tra la Techeetah e la Virgin crea un maxi ingorgo ed innesca diversi contatti tra i piloti alle loro spalle. A rimetterci è Pascal Wehrlein, toccato duro da Lucas Di Grassi e costretto al ritiro. In testa, tenta la fuga Bird, braccato stretto dalle due Bmw di Da Costa e Sims. Alle loro spalle si forma un gruppetto con D’Ambrosio, Frijns e Di Grassi. Verso metà gara, le vetture della scuderia tedesca superano il poleman ed allungano prepotentemente. Sembra il preludio ad una doppietta trionfale, ma l’agonismo sfocia in un contatto in frenata che costa il ritiro a Da Costa e la gara a Sims. Ne approfitta D’Ambrosio che va in testa e sfrutta al meglio la Safety Car in pista per lanciarsi all’ultimo giro difendendosi dagli assalti delle due Virgin alle sue spalle. Nel finale, perde terreno Di Grassi, che chiude solamente al settimo posto, dietro alle due Techeetah di Vergne e Lotterer. Vittoria e testa del Mondiale: cosa chiedere di più al buon Jerome?

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