Pablo Quintanilla

I piloti della Dakar 2019 hanno vissuto un giorno di riposo abbastanza relativo, visto che nel tardo pomeriggio si sono ritrovati a ripartire per il nuovo bivacco, e quest’oggi si riparte. La 6a tappa è la più lunga dell’intera Dakar Rally, e porterà i piloti da Arequipa a San Juan de Marcona dopo 837km per moto e quad (337km di speciale) e 810km per auto/camion/SxS (310km di speciale): i piloti dovranno mostrarsi non arrugginiti, visto che la speciale odierna li porta a vivere 3/4 di frazione sulla sabbia e sulle dune. Ci si attende tantissimo fesh-fesh nei quattro settori di dune (tra i quali spiccano le durissime Dunas de Tanaka), che potrebbero garantire ampi distacchi e nuovi cambiamenti nella classifica generale delle varie categorie: i piloti della Dakar attaccheranno, ma dovranno anche stare attenti, visto che questa edizione è una delle più dure del periodo recente, e solo il 74% dei partecipanti ha raggiunto la metà della Dakar. Una Dakar che proseguirà domani con la 7a tappa: 387km di frazione circolare intorno a San Juan de Marcona, con 323km di speciale e l’impossibilità di commettere errori. Ricordiamo che quest’oggi rientrano in gara 30 tra auto, camion e SxS (tra loro Orly Terranova e Martin Macik), che hanno usufruito della second chance dopo il ritiro nelle prime 5 tappe per problemi tecnici o guai fisici: proveranno ad arrivare ugualmente a Lima in una classe apposita, chiamata ”Half Marathon”. Andiamo a scoprire cos’è successo quest’oggi tra moto e quad. 

MOTO: TAPPA E LEADERSHIP A QUINTANILLA, AMPIO DISTACCO PER SAM SUNDERLAND– Non c’è mai un attimo di respiro nella Dakar: un attimo prima sei il migliore del lotto, un attimo dopo ti ritrovi a piangere sul latte versato e contare i minuti di distacco. Era successo nelle scorse tappe a Ricky Brabec e Pablo Quintanilla, stavolta capita a Sam Sunderland, che si scontra con l’onere di aprire la strada agli altri concorrenti e perde parecchi minuti rispetto ai rivali: problema meccanico sulla sua KTM per il britannico, che vive una tappa da incubo, partita con un ritardo di 24′ al primo check-point e conclusa con un distacco di 22’59” dal vincitore di giornata. Un ritardo che lo fa piombare indietro nella generale, in una tappa dall’andamento variegato: inizialmente il più veloce è Ricky Brabec, che approccia meglio la tappa e sembra in grado di vincerla, poi cambia tutto. Dopo 84km di speciale, in testa c’è Kevin Benavides, ma neppure la sua leadership dura: Pablo Quintanilla supera tutti nel tratto centrale della prova speciale, che portava i corridori sulle durissime Dunas de Tanaka, e non molla più la vetta. Il suo duello a distanza con Kevin Benavides è emozionante (al penultimo WP c’erano solo 11” di distacco), e lo vede vittorioso: oltre alla vittoria odierna, Pablo Quintanilla recupera anche la vetta della classifica generale, strappandola a Ricky Brabec.

La frazione vede il cileno vincere con 1’52” su Kevin Benavides e 4’21” su Matthias Walkner, che continua a crescere di tappa in tappa: quarto l’acciaccato Toby Price, che chiude a 4’48” nonostante l’infortunio al gomito. Quinto, invece, il solido Adrien Van Beveren: stavolta è lui a guadagnarsi gli applausi, visto che si è fermato durante la gara per soccorrere lo spagnolo Lorenzo Santolino (Sherco), autore sin qui di un’ottima Dakar da esordiente e costretto al ritiro (al pari del britannico Skyler Howes) dopo una rovinosa caduta. Van Beveren aveva chiuso a quasi 17′ con la sua Yamaha, ma gli viene scontato il tempo ”perso” per aiutare il collega e arriva quinto a 5’48”, precedendo Ricky Brabec, sesto a 7’30”: seguono Svitko (8’20”), Short (13’54”), Luciano Benavides (15’13”) e Ignacio Cornejo (21’47”): dopo il cileno e la sua Honda HRC, i due piloti che avevano aperto la strada, con Xavier De Soultrait staccato di 22’19” e Sam Sunderland a 22’59”. Attendiamo l’arrivo dei nostri italiani: Maurizio Gerini era stabilmente nella top-20, ma ha perso terreno negli ultimi way-point e chiude 23° a 1h05′, mantenendo la top-20 nella generale. Ottima la tappa di Mirko Pavan, che chiude 51°: 66° un altrettanto ottimo Minelli. La tappa odierna riscrive completamente la classifica generale: Pablo Quintanilla torna leader, stavolta con 4’38” su Ricky Brabec e 5’17” sul solido Toby Price, che zitto zitto è lì coi migliori e non sbaglia praticamente mai: quarto Benavides a 8’01”, davanti a Van Beveren (9’32”) e Walkner (10’46”), mentre Sunderland scivola al 7° posto con il ritardo di 21’06”. Dovrà tentare una disperata rimonta nelle ultime quattro tappe, oppure salutare definitivamente la vittoria finale.

Dakar 2019, moto: La classifica di tappa- 1) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) in 3h50’47”, 2) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 1’52”, 3) Matthias Walkner (Aut/KTM) a 4’21”, 4) Toby Price (Aus/KTM) a 4’48”, 5) Adrien Van Beveren (Fra/Yamaha) a 5’48”, 6) Ricky Brabec (Usa/Honda) a 7’30”, 7) Stefan Svitko (Svk/KTM) a 8’20”, 8) Andrew Short (Usa/Husqvarna) a 13’54”, 9) Luciano Benavides (Arg/KTM) a 15’13”, 10) Ignacio Cornejo (Chi/Honda) a 21’47”, 11) Xavier De Soultrait (Fra/Yamaha) a 22’19”, 12) Sam Sunderland (Gbr/KTM) a 22’59”.

Gli italiani: 23) Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 1h05’36”, 51) Mirko Pavan (Beta NSM Racing) a 2h56’37”, 66) Gabriele Minelli (KTM Pedregà Racing) a 4h37’36”.

Dakar 2019, moto: La classifica generale dopo la 6a tappa- 1) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) in 20h45’13”, 2) Ricky Brabec (Usa/Honda) a 4’38”, 3) Toby Price (Aus/KTM) a 5’17”, 4) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 8’01”, 5) Adrien Van Beveren (Fra/Yamaha) a 9’32”, 6) Matthias Walkner (Aut/KTM) a 10’46” (pen. 3′), 7) Sam Sunderland (Gbr/KTM) a 21’06” (pen. 2′), 8) Stefan Svitko (Svk/KTM) a 31’56”, 9) Xavier De Soultrait (Fra/Yamaha) a 38’04”, 10) Andrew Short (Usa/Husqvarna) a 38’56”.

Gli italiani: 18) Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 2h52’50”, 66) Mirko Pavan (Beta NSM Racing) a 15h54’21” (pen. 3h22′), 92) Gabriele Minelli (KTM Pedregà Racing) a 30h29’30” (pen. 9h). 

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