Sam Sunderland

Dopo le emozioni (e i tanti ritiri, 19: out tra gli altri Santolino, Howes e Casale) vissute ieri, con una tappa che ha stravolto nuovamente la classifica delle moto (guida Quintanilla, Sunderland a 21′) e consegnato il secondo successo consecutivo a Loeb nelle auto, regalandoci grandi capovolgimenti di fronte anche nei SxS, la Dakar 2019 riparte con una frazione ad altissimo rischio: 387km di tappa circolare intorno a San Juan de Marcona, con 323km di prova speciale cronometrata e tantissima sabbia. Non si potranno commettere errori, altrimenti saranno guai, soprattutto perchè domani si alza l’asticella: 576km da San Juan de Marcona a Pisco, con 361km di speciale e le temibili Dunas de Ica, che fecero tantissime vittime l’anno scorso. Una tappa che ci regalerà una novità: scatteranno per prime le 10 migliori auto, le 10 migliori moto e i 5 migliori camion della frazione precedente, regalandoci un duello corpo a corpo. Nell’attesa dell’ottava tappa della Dakar, andiamo a scoprire cos’è successo quest’oggi nelle moto.

MOTO: SAM SUNDERLAND TORNA A RUGGIRE, BRABEC NUOVO LEADER. OTTIMO GERINI– Nella giornata di ieri Sam Sunderland aveva vissuto un incubo: la sua moto aveva avuto problemi al freno posteriore, che si erano risolti solo abbandonando in mezzo al deserto il pezzo danneggiato. La sua speciale era stata compromessa, e aveva perso 23 minuti da Pablo Quintanilla: il fato dà e il fato toglie, e quest’oggi è toccato proprio al cileno perdere tantissimi minuti e lasciare per strada la leadership della Dakar delle moto. La tappa odierna è stata contraddistinta dalla nebbia a inizio percorso: inizialmente gli organizzatori hanno spostato di 30 minuti la partenza della speciale, per poi neutralizzare la corsa per 35km dopo il CP1 in seguito all’arrivo di un nuovo banco di nebbia. Questo inconveniente non ha fermato i piloti, che hanno spinto sin dai primi km: inziialmente Ricky Brabec sembrava il pilota più forte di giornata, in un avvio di speciale che vedeva i primi sei della generale posizionati in 40”, ma poi ecco arrivare lo scatenato Sam Sunderland. Il britannico e vincitore della Dakar 2017 non vuole saperne di buttare via la chance di vincere quest’anno per un problema meccanico, e quest’oggi è stato superlativo: Sunderland ha avviato la sua furibonda corsa alla vittoria di tappa al CP3, dove guidava con 1’28” su Price e 2’21” su Benavides, e non si è più fermato. Partendo per 12°, Sunderland ha potuto seguire le tracce degli altri ed evitare gli errori commessi da Quintanilla e Benavides intorno al km 250, aumentando il proprio vantaggio di km in km (si è pure lamentato perchè, per cercare un way-point, ha perso almeno 4′): il suo unico vero rivale è stato Ignacio Cornejo su Honda, tornato sotto prepotentemente al penultimo way-point, prima di arrendersi e lasciare la vittoria al britannico e alla sua KTM.

Vittoria a Sam Sunderland dunque, che conquista la seconda vittoria di tappa nella Dakar 2019 (la prima era arrivata venerdì), e lo fa con grande stile: precede di 1’51” Ignacio Cornejo e di 6’30” Ricky Brabec, autore di un’ottima tappa. Quarto posto per Adrien van Beveren, che come di consueto (al pari dell’acciaccato Price, che di fatto guida con un braccio solo per un infortunio al gomito riportato un mese fa) ha corso senza osare, tenendosi quel 10-20% in più per le ultime due-tre tappe e per l’assalto finale alla vittoria, e superando una caduta senza conseguenze: il francese chiude a 9’40”, precedendo Luciano Benavides (KTM), quinto a 11’19”, che a sua volta è davanti ad Andrew Short (Husqvarna) per soli 10”. Seguono De Soultrait, Price, Svitko e Walkner (16’38”): fuori dalla top-10 Kevin Benavides, autore di un errore nella scelta del percorso che l’ha portato a chiudere a 19’22”. Fa peggio di lui l’apripista di giornata Pablo Quintanilla, che chiude a 21’07” e saluta la leadership. Ora nella generale guida Ricky Brabec, con 7’47” su van Beveren (la costanza paga alla Dakar) e 8’28” su Price, penalizzato di 1’33”: quarto Sunderland a 9’58”, quinto Quintanilla a 9’59” e più staccati gli altri, con Benavides sesto a 16’15” e Walkner a 16’16”. Il migliore degli italiani resta Maurizio Gerini, autore di una tappa solida e concreta, che lo porta a chiudere al 28° posto di giornata con 47’36” di ritardo da Sunderland: Gerry mantiene la 18a posizione nella generale, mentre chiudono al 75° posto e all’86° Mirko Pavan e Gabriele Minelli, entrambi penalizzati di 1h.

Dakar 2019, moto: La classifica di tappa- 1) Sam Sunderland (Gbr/KTM) in 3h51’41”, 2) Ignacio Cornejo (Chi/Honda) a 1’51”, 3) Ricky Brabec (Usa/Honda) a 6’30”, 4) Adrien van Beveren (Fra/Yamaha) a 9’40”, 5) Luciano Benavides (Arg/KTM) a 11’19”, 6) Andrew Short (Usa/Husqvarna) a 11’29”, 7) Xavier De Soultrait (Fra/Yamaha) a 13’12” (pen. 1′), 8) Toby Price (Aus/KTM) a 14’19” (pen. 1’33”), 9) Stefan Svitko (Svk/KTM) a 16’21”, 10) Matthias Walkner (Aut/KTM) a 16’38”, 12) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 19’22”, 14) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) a 21’07”.

Gli italiani: 28) Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 47’36” (pen. 2′), 75) Mirko Pavan (Beta NSM Racing) a 3h16’24” (pen. 1h), 82) Gabriele Minelli (KTM Pedregà Racing) a 4h54’45” (pen. 1h).

Dakar 2019, moto: La classifica generale dopo la 7a tappa- 1) Ricky Brabec (Usa/Honda) in 24h48’02”, 2) Adrien van Beveren (Fra/Yamaha) a 7’47”, 3) Toby Price (Aus/KTM) a 8’28” (pen. 1’33”), 4) Sam Sunderland (Gbr/KTM) a 9’58” (pen. 2′), 5) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) a 9’59”, 6) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 16’15”, 7) Matthias Walkner (Aut/KTM) a 16’16” (pen. 3′), 8) Stefan Svitko (Svk/KTM) a 37’09”, 9) Andrew Short (Usa/Husqvarna) a 39’17”, 10) Xavier De Soultrait (Fra/Yamaha) a 40’08” (pen. 1′)

Gli italiani: 18) Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 3h29’18” (pen. 2′), 67) Mirko Pavan (Beta NSM Racing) a 18h59’37” (pen. 4h22′), 90) Gabriele Minelli (KTM Pedregà Racing) a 35h13’07” (pen. 10h).

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