Matthias Walkner

Dopo una settima tappa ricca di emozioni per le auto e per le moto, la Dakar 2019 riparte da una frazione dura e destinata a generare nuovi ribaltoni: 576km da San Juan de Marcona a Pisco, con 361km di prova speciale che comprendono le temibili Dunas de Ica, che fecero tantissime vittime l’anno scorso. La tappa odierna ci regala una novità assoluta: scattano per prime le 10 migliori auto, le 10 migliori moto e i 5 migliori camion della tappa precedente, poi tutti gli altri. Duelli corpo a corpo dunque, che verranno ripetuti domani con l’ultima mass start della Dakar: la 9a tappa prevede un percorso circolare, 410km da Pisco a Pisco con tantissima sabbia e una prova speciale che sarà di 313km per tutti, tranne che per i camion (311km). Nel mentre, scopriamo cos’è successo quest’oggi.

MOTO: RITIRO PER BRABEC, TAPPA A MATTHIAS WALKNER. GUIDA TOBY PRICE– Ormai la Dakar delle moto è la Dakar dei ribaltoni assicurati. La tappa odierna, oltre che dalle Dunas de Ica e dalla sabbia ”soffocante”, era scandita da due fattori: la nebbia mattutina e un caldo asfissiante, con temperature sopra i 40°. Chissà che questo non abbia contribuito al ritiro di Ricky Brabec, che fino a stamattina guidava la classifica generale: lo statunitense era partito bene anche oggi, salvo poi dire ”addio” alla Dakar 2019 per la rottura del motore della sua Honda HRC, come gli era già capitato al km 52 dell’ottava tappa della Dakar 2018. Impossibile riparare la moto, e Brabec si ritira al pari di Stefan Svitko (KTM), messo ko da una brutta caduta che gli ha procurato un trauma cranico: addio a due protagonisti della top-10, mentre la tappa si sviluppa con un ritmo infernale. Il più veloce per gran parte della frazione è Toby Price, che sta vivendo una corsa stoica e fenomenale, visto che ha il polso ”in fiamme” dopo la frattura riportata un mese fa, e guida sul dolore e con una resistente protezione al titanio che gli eviterà guai in caso di cadute, ma lo costringe anche a togliere la mano infortunata dal manubrio sui rettilinei, per dare riposo al polso. Toby Price viaggia ad un ritmo decisamente rapido, e arriva a 3’46” di vantaggio su Walkner, miglior rivale di giornata insieme a Sunderland: il dolore si fa sentire nel finale, e Walkner torna sotto, effettuando il sorpasso all’ultimo check-point. Tappa a Matthias Walkner, che precede il redivivo Quintanilla e lo stesso Price, per una frazione che riscrive completamente la corsa.

Matthias Walkner vince, come dicevamo poc’anzi, e lo fa con un margine davvero risicato: 45” su Quintanilla e 1’13” su Toby Price. Più staccati gli altri: Sam Sunderland commette qualche errore e arriva quarto a 6’21”, precedendo Andrew Short (Husqvarna, 9’51”) e il grande sconfitto di giornata. Adrien van Beveren partiva da secondo nella generale e avrebbe avuto una grande chance per mostrare la sua velocità e scattare in prima posizione, ma ha perso tantissimo terreno e non è stato veloce come ci si attendeva da lui: chiude sesto a 11’48”, precedendo gli altri elementi della top-10, con un altrettanto deludente Kevin Benavides nono a 15′. Nella classifica generale ora guida Toby Price, che continuerà a combattere col dolore per regalarsi la seconda vittoria alla Dakar (vinse nel 2016) e ha dichiarato di ”aver dato il massimo e forse anche di più”, e che ”il polso ora brucia come una foresta in fiamme”: secondo Quintanilla a 1’03”, con Walkner terzo a 6’35” e davanti a Sam Sunderland, quarto a 6’38”. van Beveren ora è quinto nella classifica con 9’58” di ritardo, mentre Kevin Benavides crolla nella generale a causa di una penalizzazione. L’organizzazione ha trovato sul suo road-book delle note addizionali aggiunte dai map-men Honda (note che Benavides aveva nascosto con una banda nera alla partenza, comportamento antisportivo), cosa vietata dal regolamento a partire dalla 3a tappa: per lui tre ore di penalizzazione e precipita al 14° posto in classifica: penalizzazione anche per Sam Sunderland, che si vede aggiungere un’ora per aver saltato un way-point, e saluta il sogno-vittoria. Grande tappa per Maurizio Gerini, che scala posizioni, visti i due ritiri odierni: 18° di tappa a 39’23”, ma soprattutto 15° nella generale! 54° all’arrivo Mirko Pavan, 79° Gabriele Minelli.

Dakar 2019, moto: La classifica di tappa- 1) Matthias Walkner (Aut/KTM) in 3h55’25”, 2) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) a 45”, 3) Toby Price (Aus/KTM) a 1’13”, 4) Sam Sunderland (Gbr/KTM) a 6’21”, 5) Andrew Short (Usa/Husqvarna) a 9’51”, 6) Adrien van Beveren (Fra/Yamaha) a 11’48”, 7) Luciano Benavides (Arg/KTM) a 12’51”, 8) Ignacio Cornejo (Chi/Honda) a 13’48”, 9) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 15’07”, 10) Xavier De Soultrait (Fra/Yamaha) a 15’50”.

Gli italiani: 18) Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 39’23”, 54) Mirko Pavan (Beta NSM Racing) a 2h25’45”, 79) Gabriele Minelli (KTM Pedregà Racing) a 4h30’41” (pen. 40′).

Dakar 2019, moto: La classifica generale dopo l’8a tappa- 1) Toby Price (Aus/KTM) in 28h53’58” (pen. 1’33”), 2) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) a 1’03”, 3) Matthias Walkner (Aut/KTM) a 6’35” (pen. 3′), 4) Adrien van Beveren (Fra/Yamaha) a 9’58”, 5) Andrew Short (Usa/Husqvarna) a 39’47”, 6) Xavier De Soultrait (Fra/Yamaha) a 46’17” (pen. 1′), 7) Luciano Benavides (Arg/KTM) a 1h04’24”, 8) Ignacio Cornejo (Chi/Honda) a 1h05’44”, 9) Sam Sunderland (Gbr/KTM) a 1h06’38” (pen. 1h02′), 10) Oriol Mena (Spa/Hero) a 1h49’51”, 14) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 3h21’41” (pen. 3h).

Gli italiani: 15) Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 3h59’00” (pen. 2′), 58) Mirko Pavan (Beta NSM Racing) a 21h15’41” (pen. 4h22′), 80) Gabriele Minelli a 39h34’07” (pen. 10h40′).

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *