Dakar 2019

La Dakar 2019 si è conclusa, e abbiamo deciso di analizzarla con un lungo post-gara: è cominciato tutto venerdì, col bilancio generale della corsa, per poi proseguire sabato con la Dakar degli italiani e domenica con la gara delle moto: lunedì abbiamo fatto un punto della situazione sulla nostra pagina Facebook, e quest’oggi vi vogliamo parlare delle auto. Chiuderemo mercoledì con SxS, quad e camion.

DAKAR 2019, AUTO: NASSER AL-ATTIYAH CONFERMA LA SUA ”LEGGE”Nasser Al-Attiyah probabilmente non è stato il pilota più performante nella Dakar 2019, ma è stato il più intelligente. Come spesso gli è capitato nelle sue vittorie nel rally-raid, il principe del Qatar ha saputo gestirsi, e soprattutto ha fatto una cosa che è riuscita solo a lui: ha evitato ogni singolo problema di sorta. Ha commesso solo un piccolo errore di navigazione, non influente sulla classifica finale, e non ha praticamente mai accusato problemi tecnici sulla sua Toyota Hilux. Insomma, ha disputato la Dakar perfetta, restando in testa alla classifica generale per nove tappe su dieci (fa eccezione la seconda, con De Villiers leader: 10/10 per Toyota) e vedendo aumentare costantemente il proprio vantaggio sugli avversari: anche quando non conquistava il successo di tappa, cosa accaduta solo tre volte, il principe del Qatar ha ”vinto” sempre. E poi ha vinto anche a Lima, concedendosi un’ultima frazione tranquilla e senza patemi d’animo, chiudendo a nove minuti da Sainz con De Villiers a scortarlo. Ma, soprattutto, Nasser Al-Attiyah ha confermato la sua legge: vince la Dakar ogni quattro anni, l’aveva fatto nel 2011 e nel 2015, l’ha rifatto nel 2019. E l’ha vinta con tre marchi diversi (Volkswagen, Mini, Toyota), eguagliando Peterhansel (Mitsubishi, Mini, Peugeot): Monsieur Dakar, però, ha vinto 13 volte (7 auto, 6 moto).

DAKAR 2019, AUTO: LOEB, QUANTI RIMPIANTI!Sebastien Loeb è stato senza dubbio il miglior pilota della Dakar 2019. E pensare che, per iscriversi, aveva fatto i salti mortali dopo l’addio ufficiale di Peugeot: il nove volte iridato rally ha dovuto lottare per gareggiare, e la sua iscrizione da privato alla Dakar con una Peugeot 3008DKR preparata da Ph Sport è stata una delle cause della rottura definitiva col gruppo PSA e della firma con Hyundai per disputare alcune wild-card nel WRC. Nonostante le mille peripezie, Loeb è arrivato alla Dakar 2019 con grande determinazione e voglia di vincere: ha conquistato quattro tappe ed è stato il miglior pilota nella velocità pura. Peccato che abbia perso un’ora circa per due errori di navigazione, e 1h30′ per un guasto all’impianto elettrico della sua vettura: fanno due ore e mezza perse. Se pensiamo che è arrivato a 1h54′ nella classifica generale, avrebbe vinto la Dakar o comunque avrebbe costretto Al-Attiyah ad andare sempre al 100%, rischiando a sua volta l’errore: grande rammarico per Loeb, che risale sul podio della Dakar (3°), ma avrebbe potuto conquistare il primo e storico successo finale nell’anno che l’ha visto tornare al successo nel WRC. A proposito di WRC, Seb è già tornato al volante di una vettura da rally, passando dal deserto peruviano alla neve e al ghiaccio del Rally Montecarlo: tifiamo tutti per lui e per la sua determinazione.

DAKAR 2019, LA SORPRESA: JAKUB PRZYGONSKI- Sarebbe oltraggioso definire Nani Roma, che le sue Dakar le ha già vinte, una sorpresa: è vero che nessuno si aspettava lo spagnolo sul podio e al secondo posto, ma la sua corsa è stata esemplare e quel risultato è stato meritato (lo approfondiremo più in basso). E così, come sorpresa vogliamo citare Jakub Przygonski: il 33enne polacco ha disputato un’ottima Dakar, chiusa a mezz’ora circa dal podio nonostante guidasse una vecchia Mini Cooper, la vettura usata nella Dakar 2018. Ha commesso qualche errore, ma ha anche mostrato un passo davvero interessante: Mini potrà puntare su di lui negli anni a venire.

LA DELUSIONE: MINI– Il secondo posto di Nani Roma non può far diventare positiva la Dakar dello squadrone-Mini: lo spagnolo gareggiava con la vecchia vettura, la Mini Cooper modificata da Dakar che veniva usata l’anno scorso, e dunque questo è un profondo smacco per la casa britannica. Mini aveva fatto fuoco e fiamme per ingaggiare l’intero squadrone-Peugeot, mettendo sotto contratto il vincitore dell’anno scorso Carlos Sainz, Stephane Peterhansel e Cyril Despres e affidando loro tre buggy di nuova generazione, ma i risultati sono stati al di sotto delle attese. Sainz è uscito subito dalla lotta per la vittoria, rompendo una ruota e restando fermo più di tre ore nella sabbia: ha vinto l’ultima frazione della Dakar e ha lasciato un piccolo segno sulla corsa, ma la sua esperienza è stata deludente. Errori su errori per Despres, ancora troppo inesperto in auto, mentre Stephane Peterhansel ci ha sorpreso negativamente: il tandem con un copilota esperto come David Castera, mischiato al talento del fenomeno francese, lo rendeva l’assoluto favorito. E invece, Stephane Peterhansel ha vissuto una grande annata-no: è stato competitivo al 100% solo nelle primissime tappe, per poi perdersi in una spirale di errori e consegnare di fatto la Dakar ad Al-Attiyah. Anche prima del ritiro, era in lotta il podio e non per la vittoria finale: lungi da noi pensare all’appannamento inesorabile di un campione che viaggia per le 54 primavere, ma sicuramente la Dakar 2019 va dimenticata per Mini e per Monsieur Dakar. E non solo per il ritiro dovuto a un colpo alla schiena preso da Castera.

La Dakar delle auto in breve (brevissimo):

1a tappa- Vittoria ad Al-Attiyah (leader)

2a tappa- Vittoria a Loeb, De Villiers leader.

3a tappa- Vittoria a Peterhansel, Al-Attiyah leader.

4a tappa- Vittoria ad Al-Attiyah (x2), Al-Attiyah leader.

5a tappa- Vittoria a Loeb (x2), Al-Attiyah leader.

6a tappa- Vittoria a Loeb (x3), Al-Attiyah leader.

7a tappa- Vittoria a Peterhansel (x2), Al-Attiyah leader.

8a tappa- Vittoria a Loeb (x4), Al-Attiyah leader.

9a tappa- Vittoria ad Al-Attiyah (x3), Al-Attiyah leader.

10a tappa- Vittoria a Sainz, Al-Attiyah vince la corsa.

Vittorie per pilota: Loeb (Peugeot) 4, Al-Attiyah (Toyota) 3, Peterhansel (Mini) 2, Sainz (Mini) 1.

Vittorie per costruttore: Peugeot 4, Toyota e Mini 3.

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