Dakar 2019

La Dakar 2019 si è conclusa, e abbiamo deciso di analizzarla con un lungo post-gara: è cominciato tutto venerdì, col bilancio generale della corsa, per poi proseguire sabato con la Dakar degli italiani e domenica con la gara delle moto: lunedì abbiamo fatto un punto della situazione sulla nostra pagina Facebook, martedì abbiamo parlato delle auto, e quest’oggi chiuderemo con SxS, quad e camion.

DAKAR 2019, QUAD: IL DOMINIO (SENZA RIVALI) DI NICOLAS CAVIGLIASSO– Ogni mattina, in Perù, Nicolas Cavigliasso si svegliava e pensava a come uccidere la concorrenza nella Dakar dei quad. È stato questo il leit-motiv della corsa dell’argentino, che dopo aver ottenuto il podio al debutto nella scorsa edizione ha semplicemente dominato la corsa: Cavigliasso, 27enne in gara col mezzo Yamaha del team Dragon, non ha fatto prigionieri. Ha vinto nove tappe su dieci, lasciandone solo una al connazionale Jeremias Gonzalez Ferioli: più volte ha attaccato le tappe con un ritmo soft, per poi alzarlo all’occorrenza e chiudere in testa praticamente in ogni frazione. La percentuale di vittorie pari al 90% è probabilmente un unicum nella Dakar, e sicuramente lo è la leadership dal primo all’ultimo metro della corsa: Nicolas Cavigliasso è stato il dominatore dei quad dal primo all’ultimo metro, dallo start a Lima all’arrivo a Lima. Chissà se lo rivedremo al via nella stessa categoria l’anno prossimo, intanto il 27enne si gode un successo con 1h54′ sul secondo classificato e raccoglie l’eredità di Ignacio Casale e Sergey Karyakin.

DAKAR 2019, SxS: UNA GARA AVVINCENTE E UN NUOVO VINCITORE– L’anno scorso i SxS (side-by-side) erano sembrati un ”intruso” all’interno della Dakar, una categoria aggiunta alla corsa per provare ad aumentarne lo spettacolo, ma che non aveva trovato la sua dimensione e aveva visto il dominio assoluto del brasiliano Reinaldo Varela. Nel giro di un anno, i SxS hanno raddoppiato i partecipanti e attratto tanti piloti di altissimo livello: Casale e Karyakin hanno mollato i quad per iscriversi qui, Farres Guell e Chaleco Lopez sono arrivati dalle moto, e la gara ne ha tratto vantaggio. In 10 tappe, la leadership dei side-by-side è cambiata sette volte: aveva iniziato in testa Reinaldo Varela, superato alla terza tappa da Chaleco Lopez, che poi ha ceduto la vetta a Karyakin (4a) e Moreno Piazzoli (5a). Sono stati in testa anche Farres Guell e Varela nelle due tappe seguenti, poi però ecco il prepotente ritorno del Chaleco Lopez, che ha vinto con 1h02′ su Farres Guell e 1h05′ sullo stesso Varela. E ha meritato ampiamente il successo: il cileno, già terzo nella Dakar delle moto e ricordato dal pubblico italiano per le sue partecipazioni con Aprilia, tornava alla corsa dopo quattro anni e ha disputato una Dakar 2019 di altissimo profilo. Ha vinto quattro tappe (3 Varela, una a testa Farres, Karyakin e Moreno), ma soprattutto ha saputo ribaltare la gara dei SxS quando sembrava totalmente fuori dai giochi dopo un errore di navigazione, conquistando tre vittorie consecutive e approfittando degli errori altrui: decisiva per ribaltare tutto l’ottava tappa, dove Moreno e Varela hanno perso tantissimo terreno e la leadership della corsa. Niente da fare per Casale e Karyakin: il primo si è ritirato, il secondo ha perso più di 4h per il ribaltone del suo BRP, che ha dovuto poi sostanzialmente ricostruire.

DAKAR 2019, CAMION: NIKOLAEV VINCE NEL DUELLO TRA KAMAZ, DELUDONO GLI IVECODal 2002 Kamaz domina la gara dei camion, portando in gara equipaggi di altissimo livello. Dal 2002 ad oggi, i camion russi hanno vinto 14 Dakar sulle 17 disputate (con Chagin, Karbinov, Nikolaev, Karginov e Mardeev), lasciando per strada soltanto l’ultima edizione africana (2007, vinse Stacey su un MAN) e le Dakar 2012 e 2016, vinte da Gerard de Rooy. Anche quest’anno non c’è stata storia, e i mezzi Kamaz si sono ritrovati a battagliare tra loro per la vittoria finale: Eduard Nikolaev sembrava avere la gara in pugno, e forse proprio l’eccesso di sicurezza l’ha portato a commettere qualche errore di troppo. Per più di una volta il campione russo, vincitore delle prime due tappe, è rimasto bloccato nella sabbia e ha messo la vittoria in pericoloso: i primi scricchiolii si erano avuti sulla pressione di Karginov, vincitore della Dakar 2014 che è stato poi squalificato per non aver soccorso uno spettatore che lui stesso aveva investito, ma è stato Dmitry Sotnikov l’unico vero rivale per la vittoria finale. Sotnikov, unico dello squadrone-Kamaz a non aver già vinto la Dakar, ha ribaltato la corsa a due tappe dal termine, stuzzicando la reazione del compagno: Nikolaev ha attaccato nella nona tappa e si è subito ripreso la leadership, vincendo a Lima con 25’36” sul rivale. E, così facendo, ha conquistato la sua quarta Dakar, la terza consecutiva: aveva vinto nel 2013, poi nel 2017 e nel 2018 e ora nel 2019. Non l’ha fatto da dominatore, ma ha comunque conquistato una grande successo e continua a inseguire le sei vittorie di Chagin (Kamaz), record assoluto nei camion.

Chi invece ha deluso è lo squadrone Iveco, capitanato dal rientrante Gerard de Rooy: ci si aspettava molto dall’uomo che aveva saputo spezzare due volte il dominio-Kamaz, e invece i camion griffati Petronas del Team de Rooy sono stati deludenti. Nella prima parte della Dakar 2019 de Rooy, van Genugten e van den Heuvel hanno avuto continui problemi tecnici, restando a lungo bloccati nelle dune. Inutile la rimonta nella seconda parte, e il terzo posto di de Rooy è solo una magra consolazione: ha chiuso a 1h34′, cedendo allo strapotere-Kamaz.

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