Alfa Romeo Racing

Nel periodo recente della F1, la Sauber è stata una presenza fissa all’interno del paddock: la scuderia svizzera, fondata da Peter Sauber e con sede ad Hinwil, è arrivata nel circus nel 1993 e non ne è più uscita. Negli anni, l’abbiamo vista cambiare colori ”sociali” e motoristi: esordio con Ilmor, passaggio a Mercedes, qualche anno con Ford, un lunghissimo matrimonio con Petronas, la partnership con BMW (2006-2009) e il lungo corso con Ferrari, prima dell’accordo con Alfa Romeo nel 2018.

Sauber si è tolta grandi soddisfazioni nell’era-Petronas, chiudendo quarta nel costruttori e lanciando Raikkonen, ma soprattutto con la denominazione BMW Sauber: con Kubica ha vinto la sua unica gara, e inoltre ha lanciato Vettel e chiuso seconda nel costruttori. L’anno scorso è risorta dalle sue ceneri grazie alla collaborazione con Alfa Romeo e a Charles Leclerc, principale fautore dei 48 punti e dall’ottavo posto nel costruttori. E ora, dopo 25 anni di militanza, Sauber appende il nome al chiodo: non ci sarà nessuna vettura Sauber al via della Formula 1 2019. Non a causa di un ritiro dalle competizioni, ma per un avvicendamento previsto e annunciato: il rilancio del marchio-Alfa non passava solo dalla sponsorizzazione avviata l’anno scorso su idea di Marchionne, ma anche da un ingresso graduale come vero e proprio costruttore: la Sauber cambia nome, e nel 2019 sarà in gara come Alfa Romeo Racing.

Cambia la denominazione dunque, e ovviamente il logo, che diventa il quadrifoglio di Alfa Romeo: saranno Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi i piloti chiamati a rendere nuovamente grande il marchio-Alfa, col sogno di fare un ulteriore passo avanti ed entrare qualche volta nella top-5 dei GP della prossima stagione.

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