Da giorni ormai si parla dell’ingresso di Pascal Wehrlein nella squadra di Ferrari: la Rossa doveva sostituire Daniil Kvyat (Toro Rosso) e Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), che avevano lavorato al simulatore di Maranello nell’ultima stagione, e ha sfruttato l’opportunità per accrescere nettamente l’esperienza e l’organizzazione del proprio settore-collaudi.

Dopo vari nomi (tra cui c’era anche Kubica), la scelta della Rossa era ricaduta su Pascal Wehrlein: del tedesco piacevano l’abilità di guida, l’esperienza in più categorie (DTM che vinse nel 2015, F1 e ora Formula E) nonostante la giovane età e soprattutto il legame intenso che aveva avuto fino a fine 2018 con Mercedes: L’anno scorso il divario tra la Rossa e le Frecce d’Argento anglo-tedesche era stato minore del passato, con Ferrari in vantaggio nell’avvio di stagione e la progressiva rimonta di Hamilton, e ora Ferrari sa che deve fare lo step successivo per inseguire il sogno-Mondiale e renderlo realtà. Ingaggiare colui che ha lavorato al simulatore-Mercedes fino all’anno scorso, e dunque può svelare i metodi di lavoro e i segreti dei rivali, può essere un’ottima mossa.

Ferrari l’ha ufficializzata quest’oggi, in una giornata che ha regalato sorprese: Pascal Wehrlein non sarà infatti l’unico addetto al simulatore della Ferrari, che ha ingaggiato anche Brendon Hartley. Così facendo, Ferrari avrà a Maranello un pilota del ramo-Mercedes e uno del ramo-Red Bull (Toro Rosso lavora a stretto contratto con RBR), compiendo un doppio colpo a livello strategico: Hartley sarà importante soprattutto per valutare l’affidabilità futura della Ferrari, visto che ha vinto due 24 ore di Le Mans (2015 e 2017) e il WEC negli stessi anni. Ma il lavoro al simulatore-Ferrari verrà gestito da un poker di piloti: Wehrlein e Hartley verranno infatti affiancati da Antonio Fuoco (che resta anche terzo pilota di Geox Dragon in FE) e dall’esperto Davide Rigon, figura di lungo corso in Ferrari. Una mossa che è stata commentata così da Mattia Binotto, team principal della Rossa: ”Abbiamo aggiunto al team quattro piloti dalle indubbie qualità, dotati di spiccata sensibilità e di una grande conoscenza delle auto e delle piste. Queste sono le doti fondamentali per chi deve svolgere il lavoro di collaudatore al simulatore, un ruolo sempre più fondamentale nella F1 moderna”.

E così Ferrari amplia la propria esperienza al di fuori della squadra che scenderà in pista, ma soprattutto aumenta l’attesa in vista del 15 febbraio: quel giorno verrà presentata la nuova monoposto.

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