Domani, e dopo oltre due mesi di stop totale e relax per i piloti, si ricomincia: i test della MotoGP ci terranno compagnia da mercoledì 6 febbraio a venerdì 8 febbraio, e ci attendiamo ritmi altissimi da parte di tutti i piloti. Ricordiamo che gli orari saranno proibitivi per il pubblico italiano, viste le sette ore di fuso orario con la Malesia e con Sepang: si scenderà in pista dalle 3 alle 11 italiane, con l’obiettivo di provare a intaccare le sicurezze di Marc Marquez e non solo. Che test ci aspettano, e come si comporteranno i piloti? La nostra analisi.

HONDA: TRA ACCIACCHI E DOMINIO DA MANTENEREHonda dovrebbe essere il team con le maggiori certezze, e invece paradossalmente potrebbe essere la casa che si rivelerà più indietro nei test di Sepang. È davvero difficile prevedere come si comporteranno i piloti di HRC, che sono stati falcidiati da una sfilza di infortuni: prima è toccato a Cal Crutchlow, che si era operato al termine della stagione e dunque non ha potuto seguire interamente lo sviluppo della moto (è il collaudatore), poi a Jorge Lorenzo che si è fratturato lo scafoide e salterà questa sessione di test (lo sostituirà Bradl), partendo a handicap rispetto ai rivali. A questo si aggiungono i problemi di Marc Marquez: lo spagnolo si è operato a quella spalla che gli aveva dato più volte problemi, e per sua stessa ammissione fatica ancora oggi nelle frenate. MM93 ha ribadito più volte che prenderà i test di Sepang con tutta la cautela del caso, cercando di evitare rischi, ma sappiamo tutti quanto sia ”debole” nei confronti del demone della velocità ed estremamente competitivo: insomma, potremmo anche trovarlo in testa alla tabella dei tempi nonostante le condizioni imperfette, oppure vederlo navigare a centro gruppo da buon ”soldatino”. In ogni caso, i risultati di HRC andranno presi estremamente con le pinze: sulla moto si è potuto lavorare meno del previsto, ma il mezzo sembra ancora quello da battere. Nonostante la ”nuvoletta di Fantozzi” che ha colpito i piloti e non solo: salterà i test di Sepang anche il team manager Alberto Puig, che si è fratturato un braccio facendo motocross. La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.

YAMAHA E DUCATI: IL GAP SARÀ COLMATO?Ducati e Yamaha arrivano a questi test dopo stagioni differenti. La casa di Iwata ha vinto una sola gara con Vinales, tra l’altro dopo 25 gare di digiuno e una stagione anonima: basti pensare che il migliore dei piloti Yamaha, Valentino Rossi, è arrivato terzo con soli 198pti ottenuti in 19 gare, poco più di dieci punti di media a gara. Per ovviare al rischio di vivere una nuova stagione di quel tipo, tra difficoltà, liti tra piloti e tecnici e continue stoccatine alla ”casa madre”, Yamaha ha rivisitato profondamente il suo progetto: Rossi e Vinales hanno indicato una strada da seguire già nei test post-season, e soprattutto sono riusciti ad ottenere l’allontamento del responsabile del progetto-MotoGP, l’uomo che aveva sbagliato completamente la moto della scorsa stagione e condannato Yamaha all’anonimato. Difficile dire se il gap sia colmato, ma intanto assistiamo a una rivoluzione totale nel design della moto: la Yamaha 2019 è profondamente rinnovata, con lo sponsor Monster Energy e una colorazione nerazzurra che ricorda quella dell’Inter, squadra del cuore di Valentino Rossi. Sarà anche vincente e veloce? Lo scopriremo domani, ma c’è grande fiducia tra i piloti. E c’è grande fiducia anche in casa-Ducati: l’anno scorso Dovizioso e Lorenzo avevano commesso tantissimi errori per restare al passo con Marc Marquez, e quest’anno la casa italiana vuole provare a vincere e sfatare il tabù-titolo che dura dallo Stoner 2007: per farlo, ha scelto un team tutto italiano con Dovizioso e Petrucci, e affidato all’ing. Dall’Igna il compito di trovare nuove soluzioni innovative per superare Honda e la concorrenza. Domani scopriremo se saranno efficaci, per il momento possiamo dire che la livrea rosso fuoco griffata ”Mission WinNow” per questioni di sponsor è molto intrigante. Ducati si aspetta che Dovizioso e Petrucci possano battere Lorenzo, per evitare lo smacco di finire alle spalle del pilota ”scaricato” come se non fosse un pluricampione del mondo…

LE ALTRE: SUZUKI VUOLE SORPRENDERE, COME SI COMPORTERANNO KTM E APRILIA?– Suzuki è stata la sorpresa della scorsa stagione: Alex Rins è cresciuto di gara in gara, chiudendo quinto nel Mondiale e risultato uno dei migliori piloti dell’intera stagione e soprattutto del finale d’annata. Quest’anno sarà affiancato da un rookie interessante come Joan Mir, ma è su Rins che poggiano le speranze della casa di Hamamatsu: Suzuki sa che, con una moto migliorata, può provare a inserirsi stabilmente nella top-3 e lottare per il Mondiale. Ha scelto di non correre in nessun’altra serie motoristica da ufficiale per concentrarsi solo sulla MotoGP, e ora spera di aver trovato il progetto giusto: vedremo come si comporteranno i due piloti spagnoli. Più difficile invece il compito per Aprilia e KTM: la moto austriaca aveva faticato enormemente nei test post-season, e Zarco si era lamentato delle proprie difficoltà d’adattamento. KTM si aspetta di vincere qualcosa entro 2-3 anni, magari provando ad attirare Marc Marquez per sponsor comuni, e quest’anno vuole fare un passo avanti: al momento questo sembra complicato, ma domani potremmo essere smentiti. E chissà come si comporterà Aprilia: l’arrivo di Iannone porta grandi aspettative e grandi rivoluzioni, visto che dopo un’annata deludente è cambiato parecchio nell’organigramma del team MotoGP. I test di Sepang saranno un esame per tutti, e ci aspettiamo molto anche dai giovani italiani: Franco Morbidelli ha trovato un affiatamento perfetto con la Yamaha del team Petronas SIC e sogna una stagione piena di risultati, Pecco Bagnaia era stato ottimo nelle prime uscite e inseguirà la top-10. Ci aspettiamo molto da loro e dai rookie della categoria: appuntamento a domattina per i primi risultati dei test di Sepang.

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