Cala il sipario sui test di Sepang. E la chiusura non è affatto banale. Danilo Petrucci ritocca il record della pista siglato da Jorge Lorenzo un anno fa. Il sostituto del “Por Fuera” sulla Ducati mostra i muscoli ed il potenziale della moto italiana, fermando il cronometro sull’1’58”239. Ma la Rossa di Borgo Panigale convince non solo sul giro secco: il ritmo tenuto dai suoi piloti è stato notevolmente costante e preciso. “Petrux” ha girato sul 2’00” basso, mentre Andrea Dovizioso, quarto nella classifica dei tempi, ha oscillato tra tornate sul 2’00” alto e l’1’59” alto. Non sono solamente i top riders del team ufficiale a sorridere: Francesco Bagnaia e Jack Miller hanno stampato rispettivamente il secondo ed il terzo tempo, macinando crono interessanti.

In casa Yamaha c’è soddisfazione per le modifiche messe a punto sulla moto. La M1 sembra aver trovato una possibile soluzione all’eccessivo degrado delle gomme riscontrato a più riprese nell’ultimo biennio. Maverick Vinales ha chiuso al quinto posto nella classifica dei tempi, mentre Valentino Rossi si è fermato in decima posizione. “Top Gun” ha cercato più trovare il limite, spingendo sempre forte durante i suoi long run. Il suo ritmo è stato il migliore, stando stabilmente sull’1’59” alto. Il “Dottore”, invece, ha preferito lavorare sui dettagli, soffermandosi sul consumo degli pneumatici.

La Honda ha continuato a macinare chilometri e a raccogliere dati importanti con il collaudatore Stefan Bradl. I piloti ufficiali prestano più attenzione a preservare i muscoli e le articolazioni in via di guarigione. Non mancano comunque dati interessanti: Marc Marquez ha girato sull’1’59” alto, anche se ha messo insieme poche tornate. Un ritmo comunque interessante. Cal Crutchlow, invece, ha un passo sul 2’00” alto.

La Aprilia chiude con buone sensazioni da parte dei due piloti. Aleix Espargaro ha commentato: “Oggi abbiamo messo insieme tutto il meglio che avevamo, anche nell’elettronica e abbiamo svuotato il serbatoio, concentrandoci solo sul “time attack”, nostro punto debole del 2018. Il risultato è stato soddisfacente, così come la simulazione effettuata ieri”. Insomma, il lavoro procede nella giusta direzione. Sorride anche la Suzuki, che ha confermato con Alex Rins i progressi mostrati nei giorni scorsi. Lontana, tempi alla mano, la KTM. Per Johann Zarco la strada verso le zone alte della classifica è ancora lunga.

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