Montmelò si tinge ancora di rosso. Merito della SF90, che, affidata a Sebastian Vettel, sfreccia più veloce di tutte le altre vetture. Il tedesco stampa il tempo di 1’16”221 con le gomme C5; un crono imbattibile per gli avversari, a dimostrazione dell’efficacia della Rossa sul giro secco, aspetto su cui Seb e la squadra si sono concentrati in particolar modo durante la mattinata, simulando sessioni di qualifica. Nel pomeriggio spazio al long run con tempi interessanti, a dimostrazione della bontà del pacchetto Ferrari. Unico neo il problema elettrico che ha appiedato Vettel, costringendolo a chiudere anzitempo i test. Un campanello d’allarme piuttosto serio se si pensa al guaio occorso ieri al compagno Charles Leclerc, costretto a sua volta a fermarsi a bordo pista con la macchina ammutolita.

QUI MERCEDES

La Mercedes non rimane a guardare. Valtteri Bottas chiude al terzo posto, dopo aver stampato il secondo tempo in mattinata, distante 3 decimi dalla SF90, ma impressiona positivamente per il ritmo messo in mostra. Fa meglio Lewis Hamilton che si piazza in seconda posizione ad appena 4 millesimi di ritardo dalla vetta. Il lavoro del cinque volte campione del mondo si è suddiviso in due fasi: nella parte iniziale ha testato la vettura in una simulazione gara, mentre nelle ultime ore disponibili ha preferito dedicarsi al time attack. I risultati certificano che i cannibali delle ultime stagioni partiranno a Melbourne con i galloni di favoriti per il titolo mondiale 2019.

ALTI E BASSI RENAULT

Sorprende il quarto posto di Nico Hulkenberg nella classifica dei tempi. Il tedesco porta la Renault in alto con la mescola più soffice, rivelandosi uno dei più competitivi ed efficaci con la C5. Meno efficace sul giro secco il compagno Daniel Ricciardo, ottavo alla fine della giornata. L’ex Red Bull si è concentrato maggiormente sulla messa a punto della monoposto in ottica gara. Dunque, il potenziale della Renault sembra indubbiamente elevato, molto più rispetto alla scorsa stagione. Resta da capire quanto grande è il gap che separa la casa costruttrice francese dalle prime della classe.

SORPRESA TORO ROSSO, RED BULL NASCOSTA

Chiude al quinto posto la Toro Rosso, guidata da un brillante Daniil Kvyat. L’ex pilota Ferrari gira forte e con una certa regolarità, certificando il buon livello del team satellite della Red Bull. A proposito della scuderia austriaca, sorprende l’undicesimo posto di Max Verstappen. Tuttavia, guardando ai tempi segnati, il figlio d’arte si è rivelato assai competitivo. Il piazzamento si spiega con l’intenzione dell’olandese di non guardare al time attack, confermata dalla decisione di montare le gomme C3 anziché le C5 come fatto da Vettel e Hamilton. Insomma, “Mad Max” non scopre le carte e gioca a nascondino. Sorpresa in vista di Melbourne?

GLI ALTRI

Sorride la McLaren di Carlos Sainz, sesta ed apparsa complessivamente abbastanza solida. Segue la Haas di Romain Grosjean, più rapido del compagno Kevin Magnussen. Il danese, peraltro, è stato rallentato nel finale da un problema meccanico che gli ha impedito di portare a termine il suo time attack. Nono posto per Kimi Raikkonen su Alfa Romeo: il finlandese paga un secondo dall’ex compagno di squadra Vettel. Faticano maggiormente la Racing Point di Sergio Perez e la Williams di Robert Kubica. E se la scuderia del messicano ha comunque mostrato sprazzi interessanti, per il costruttore inglese sembra ancora notte fonda, in balia di una crisi tecnica e gestionale che non accenna a diminuire.

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