Forse è presto per sorridere. In fondo la prima gara è sempre piena di contraddizioni con il resto della stagione. Eppure, alcuni miglioramenti ci sono. La timidezza di Tim Gajser lo spinge a non lasciarsi mai andare a grandi esultanze. Ragion per cui non è semplice capire fino a che punto il peggio sia alle spalle. Ma il doppio secondo posto ottenuto in Argentina fa pensare che finalmente il due volte campione del mondo sia tornato sui suoi livelli.

Due anni fa, il Gran Premio sudamericano sembrava aver lanciato lo sloveno verso il secondo titolo nella top class, il terzo consecutivo considerando anche la categoria inferiore. Ed invece la doppietta ottenuta a Neuquen è stata l’ultima grande prova di forza di Gajser. Poi la macchina da guerra, tutta grinta e gas spalancato, si è inceppata. Colpa delle cadute che hanno lasciato segni tangibili sul corpo e nell’animo. Gli infortuni hanno messo la parola fine al sogno di bissare il Mondiale nella categoria regina ed hanno condizionato anche la scorsa stagione, conclusa al quarto posto a pochi punti dal terzo piazzato Clement Desalle. Non a caso, un anno fa, in Argentina, Tim nemmeno si era presentato a causa di una tripla frattura alla mandibola rimediata in una caduta durante la pre season a Mantova. Lì, il pilota classe 1996 perse punti preziosi e compromise il proprio 2018.

Stavolta, l’avvicinamento alla nuova stagione non ha mostrato preoccupanti intoppi. Ed i risultati iniziano ad arrivare. Solamente Antonio Cairoli, dotato di una KTM ancora superiore al resto della concorrenza, gli è rimasto davanti. Ma Gajser è tornato a guidare in maniera fluida, come più gli piace, sfruttando ogni centimetro della pista. La Honda, nel complesso, sembra aver compiuto uno step deciso in avanti. Ancora non basta per reggere il passo della casa austriaca, ma il calvario del 2018 sembra ormai alle spalle. Forse, per colmare il gap, servirà un ulteriore step del pilota. Tim ha un notevole talento, ma le recenti vicende hanno inibito il lato più istintivo dello sloveno, costringendolo a fare i conti con il dolore. Nel momento in cui avrà rimosso anche le ultime remore, verrà completato il tanto auspicato salto di qualità? I mezzi per riuscirci ci sono. Basteranno?

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