Formula E

La Formula E ha vissuto un avvio decisamente equilibrato. Tanti costruttori possono vincere il campionato quest’anno, e l’hanno subito dimostrato: i primi e-Prix stagionali ci hanno regalato quattro vincitori diversi (Da Costa, D’Ambrosio, Bird, Di Grassi) e quattro costruttori diversi al successo (BMW, Mahindra, Virgin, Audi), ma soprattutto ci hanno regalato costanti colpi di scena nel finale e gare mai scontate grazie ad errori individuali e attack mode.

I colpi di scena più clamorosi sono arrivati a Città del Messico, dove complice l’altura alcuni piloti non sono riusciti a gestire l’energia: chiedere per credere alle Nissan di Buemi e Rowland, rimaste ferme all’inizio del secondo giro, o a Pascal Wehrlein che ha visto la sua Mahindra ammutolirsi sul rettilineo d’arrivo, arrivando ”in folle” e venendo superato in extremis da Lucas Di Grassi con una manovra da urlo. Tra i vincitori del 2018-19, a sorpresa, non c’è Jean Eric-Vergne, che dopo le aspre critiche alla Formula E e qualche frase sibillina che lascia intendere a un possibile addio a fine stagione proverà a conquistare la vittoria e iniziare a difendere seriamente il suo titolo mondiale: Techeetah all’inizio della stagione sembrava la macchina più forte con BMW, ma si è involuta e non sta assolutamente rispettando le attese. Oltre ai piloti già citati, ci aspettiamo molto da Pascal Wehrlein, che vuole la prima vittoria stagionale, e dalle Nissan: Sebastien Buemi è sempre andato molto forte a Hong Kong, chissà che non riesca a portare al successo il quinto costruttore diverso in cinque gare. Occhio anche al nostro Edoardo Mortara: l’anno scorso arrivò secondo, buttando via la vittoria in extremis.

E-PRIX HONG KONG, IL CIRCUITO– Il tracciato cittadino di Hong Kong, che ospiterà il 50° e-Prix della storia della Formula E (vedremo come verrà celebrato il traguardo), è uno dei più brevi e impegnativi del circus elettrico. La pista, ricavata nella cornice dell’Hong Kong Central Harbourfront, misura infatti 1,86km e presenta solo dieci curve. Il tracciato, però, non va sottovalutato: due lunghi rettilinei favoriscono i sorpassi, mentre la parte guidata è decisamente tecnica e difficile: le barriere, come a Montecarlo, sono molto vicine al tracciato e dunque le collisioni possono susseguirsi rapidamente, come accadde l’anno scorso con una Safety-Car poco dopo la partenza. Prevalgono le curve a destra, spesso a 90° e molto tecniche, e l‘attack mode non dovrebbe riservare particolari problemi: si troverà nella curva 6, là dove l’anno scorso Bird sorpassò Vergne, e non troppo distante dalla traiettoria ideale. Sarà interessante vedere come verrà gestita dai piloti, che come sempre dovranno stare attenti alla gestione dell’energia.

E-PRIX HONG KONG, I PRECEDENTI E GLI ORARI– Hong Kong ospita la Formula E per il terzo anno consecutivo. Nel 2016 vinse Sebastien Buemi, mentre nel 2017-18 il protettorato cinese ospitò l’apertura della stagione nel dicembre 2017, con due gare: la prima venne vinta da Sam Bird, la seconda da Felix Rosenqvist davanti a Edoardo Mortara. A Hong Kong, a differenza degli altri e-Prix stagionali, si gareggia la domenica, ma gli orari sono ”asiatici”, con un ampio fuso orario: le prove libere saranno alle 00.25 italiane e alle 3, qualifiche alle 5 e gara alle 9. L’e-Prix verrà trasmesso sia da Italia 1, che da Eurosport. Vedremo come cambierà la classifica iridata, che al momento vede in testa Jerome D’Ambrosio con 53 punti, davanti a Da Costa (46), Bird (45), Di Grassi (34) e Wehrlein (30), che ha disputato una gara in meno per la querelle contrattuale con Mercedes.

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