Jeffrey Herlings ha iniziato il suo 2019 nel peggiore dei modi. L’olandese, campione del mondo e dominatore della MXGP nella scorsa stagione con 17 GP vinti su 19 disputati, nonchè un totale di 33 successi di manche (Cairoli 6 e Desalle 1), è andato ko a metà gennaio per una brutta frattura al piede riportata durante gli allenamenti pre-stagionali con la KTM 2019: Herlings ha così saltato gli Internazionali d’Italia, la pre-season e la prima gara del Mondiale MXGP in Argentina (doppietta di Cairoli), e ora i tempi di recupero si allungano.

Nel tardo pomeriggio di ieri l’olandese si è sottoposto a una visita di controllo programmata al piede infortunato a gennaio, che ha avuto un esito a due facce: da un lato le lastre hanno certificato i miglioramenti nella calcificazione dell’osso, dall’altro però si sono allungati i tempi di recupero. Jeffrey Herlings aveva inizialmente provato a forzare i tempi per esserci già a Neuquen, salvo poi venire bloccato dai medici che gli avevano prefigurato uno scenario drammatico: tornando troppo presto in moto l’olandese rischiava danni permanenti a soli 24 anni. Così Herlings, che si era inizialmente fatto inserire nella entry-list della gara, ha rallentato e ora i tempi di recupero si dilatano ulteriormente: il bollettino medico parla di uno stop assicurato fino alla fine del mese di aprile.

Così facendo, Jeffrey Herlings salterà gli MXGP di Gran Bretagna, Europa (Valkenswaard) e Trentino, oltre a quello argentino, lasciando 200pti ai suoi avversari per il titolo e un potenziale amplissimo margine ad Antonio Cairoli. Rientrare in gara per il Mondiale sarebbe pressochè impossibile, a meno di un’ecatombe d’infortuni degli avversari (un Cairoli al 100% raramente scende dalla top-3), e così KTM avrebbe proposto ad Herlings una soluzione interessante: anzichè rientrare il 12 maggio in Italia e nell’MXGP disputato a Mantova, perchè non sbarcare direttamente negli USA, correndo il National che inizia proprio a maggio con l’obiettivo di vincere oltreoceano? Jeffrey Herlings riflette, ma al momento sembra scettico: a margine dell’intervista che ci aveva rilasciato a Eicma, l’olandese aveva escluso la pista-USA per il futuro, e dunque ci sembra improbabile un cambiamento d’idea dopo pochi mesi.

L’idea di vincere sia in Europa che negli USA è allettante, ma per un pilota come Herlings tornare nell’MXGP con l’obiettivo di vincere ogni gara e dimostrare di essere comunque il migliore nonostante il distacco accumulato potrebbe essere ancora più stimolante. Quel che è certo è che il Mondiale Motocross ha subito un avvio ”accidentato” con gli infortuni: siamo a inizio marzo, e si sono già infortunati Herlings, Febvre, Nagl (ginocchio, 6-8 settimane out), Bobryshev, Strijbos, Furlotti e Paturel. Solo quest’ultimo rientrerà a Matterley Basin, domenica 24 marzo.

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