Le prove libere di ieri avevano regalato un autentico dominio a Mercedes, che sembrava la scuderia più forte: Ferrari, a detta di tutti (anche di Toto Wolff), aveva mascherato le proprie reali potenzialità in vista della qualifica e non aveva cercato la prestazione. O forse no, perchè oggi le Rosse non hanno certamente incantato, chiudendo a oltre sette decimi da LH44, che ha centrato l’84a pole in carriera con un giro strepitoso. Di seguito tutti i risultati delle qualifiche.

F1, GP AUSTRALIA: HAMILTON IN POLE, POI BOTTAS. VETTEL E LECLERC STACCATI– Non è cambiato nulla rispetto alla fine del 2018. Questa è la sensazione che lasciano le qualifiche odierne, che ci fanno assistere al netto dominio di Mercedes. Come sempre, Lewis Hamilton mette in mostra un passo superiore a tutti in qualifica: Toto Wolff aveva fatto pretattica a Barcellona, sostenendo che ”Ferrari è più veloce di mezzo secondo rispetto a Mercedes”, ma la realtà è un’altra, ovvero che la scuderia anglo-tedesca ha già ovviato alla perdita di carico aerodinamico imposta dal regolamento 2019. Mercedes vola sul tracciato, e Lewis Hamilton demolisce il record fatto segnare l’anno scorso, chiudendo in 1.20.486 e battendosi di sette decimi: ottava pole all’Albert Park per lui, che batte di 112 millesimi il compagno di squadra Valtteri Bottas. Staccato Sebastian Vettel, che spera di rimontare in gara, visto che ha chiuso terzo a 704 millesimi: Ferrari sembra aver fatto un passo indietro rispetto ai test, e al fianco di Seb ci sarà Max Verstappen, 4° a 834 millesimi e conscio che ”con Honda non riusciremo a vincere il titolo quest’anno”. Charles Leclerc fa il suo esordio in qualifica con Ferrari chiudendo al 5° posto a 956 millesimi dopo un paio di errori nel giro veloce: precede Romain Grosjean (+1.340), Kevin Magnussen (+1.618), Lando Norris (+1.818), un confermato Kimi Raikkonen che è 9° a 1”828 e Sergio Perez, ultimo della Q3 a 2”295.

F1, GP AUSTRALIA: GIOVINAZZI 14°, DELUSIONE GASLY E DRAMMA WILLIAMS– Fuori dalla top-10 la Renault, che sembra molto acerba: in questa stagione, secondo i piani di Cyril Abiteboul, avrebbe dovuto avvicinare le top-3 con Ricciardo e Hulkenberg, invece è mestamente scivolata a centro gruppo, venendo scavalcata da tantissime scuderie. Entrambi i suoi piloti sono usciti in Q2, con Hulkenberg 11° davanti all’australiano: out nella seconda qualifica anche Albon, Giovinazzi che è 14° (4° in Q1) e Daniil Kvyat. Out in Q1 invece Lance Stroll, Pierre Gasly, Carlos Sainz che è 18° e le due Williams. Gasly ha sbagliato le tempistiche del giro veloce, non sfruttando il secondo run: Helmut Marko ha dato la colpa di tutto agli strateghi di Red Bull, che hanno scelto male le gomme per il secondo tentativo. Disastroso Sainz, ma spendiamo qualcjhe parola per una Williams davvero inadeguata alla categoria: la macchina della scuderia di Grove, a detta dei piloti stessi, è inguidabile e pericolosa, e tra l’altro anche decisamente lenta. La sensazione è di trovarsi di fronte a una via di mezzo tra una GP2 e una F1, con risultati davvero scadenti: George Russell chiude in 1.24.360, Robert Kubica in 1.26.067 dopo una strisciata contro il muretto. Strisciata che potrebbe avere delle conseguenze: Williams si è presentata senza pezzi di ricambio, e ha intimato ai suoi piloti di ”evitare il contatto coi cordoli” perchè non potrebbe sostituire il fondo. Una triste fine per una casa che era stata gloriosa, e sta proseguendo un’inutile agonia.

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