E sono quattro. Alvaro Bautista cala il poker al termine della prima manche del GP di Thailandia. Lo spagnolo della Ducati è imbattuto nella sua esperienza in Superbike, avendo fatto bottino pieno in Australia e nel round di apertura del secondo appuntamento. Merito anche della nuova V4R, sempre più dominante sul resto della concorrenza. Secondo posto per un caparbio Jonathan Rea: il campione del mondo ha lottato, dando tutto sé stesso, ma ancora una volta si conferma troppo ampio il gap tra la sua Kawasaki e la creatura di Borgo Panigale. Buon terzo posto per Alex Lowes su Yamaha, distante 14 secondi dal vincitore, ma primo nell’eterno derby Yamaha. La casa di Iwata piazza ben tre moto nei primi cinque posti, con Michael Van der Mark quarto e Marco Melandri sesto, dietro alla Kawasaki di Leon Haslam. Disastro Ducati eccezion fatta per Bautista: Chaz Davies cade e finisce quindicesimo, ritiro per Eugene Laverty e Michael Rinaldi solo ottavo.

DUELLO

La vera novità rispetto all’Australia sta nello sviluppo della gara. Non c’è più un monologo, ma un grido di ribellione proveniente dalla “verdona” numero 1. Jonathan Rea non si rassegna allo strapotere Ducati e tenta di sorprendere il poleman con una partenza super. Il nordirlandese tenta di rompere il ritmo all’alfiere in rosso, aggredendolo continuamente ed imponendo il proprio passo a suon di record. Al quarto giro si arriva addirittura al contatto tra i due, con Bautista che rischia di scivolare. La Ducati, però, ha un motore nettamente superiore al resto della concorrenza, perfetto per il lunghissimo rettilineo presente nella prima parte del tracciato di Buriram. Alla lunga, non c’è partita. Alvaro rompe gli indugi e sorpassa Rea al decimo passaggio, diventando sempre più imprendibile. Anche il campione del mondo è costretto ad alzare bandiera bianca. Ora il ritardo in classifica sale a 18 lunghezze. Dietro di loro, Lowes gestisce bene la rimonta di Van der Mark e conquista un podio importantissimo nella lotta interna tra yamahisti. Preoccupa e non poco il ritardo dalla vetta. Ma in fondo a chi non fa paura questo Bautista?

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