Non c’è storia, non c’è partita. Alvaro Bautista fa un altro sport, un mestiere diverso rispetto al resto dello schieramento della Superbike. Ed infila sei vittorie in altrettante manche disputate. Dopo il trionfo completo a Phillip Island, anche Buriram diventa terra di conquista del V4. Dopo la vittoria in gara 1 al termine di un duello iniziale con Jonathan Rea, lo spagnolo della Ducati cambia strategia aggredendo fin dalle prime curve. Ed il campione del mondo non può fare altro che alzare bandiera bianca, surclassato da una disparità tecnica impietosa per la Kawasaki. Si conferma terza forza del Mondiale la Yamaha, con un Alex Lowes sempre più convincente tra gli “umani” della categoria.

MINI GARA

L’antifona si era già intuita nella Superpole Race. Rea resiste al comando nelle prime tre curve prima di essere superato senza appello dal missile Ducati. Bautista allunga e fa il bello ed il cattivo tempo. Dietro di loro si accende la lotta per il podio. La mini competizione dura fino al sesto passaggio quando un brutto incidente  che vede coinvolti Leon Camier e la wild card thailandese Warakorn impone lo stop della gara. Il pilota di casa riporta lesioni al torace, un trauma cranico e una commozione cerebrale. Dunque, ordine d’arrivo definito con Bautista al primo posto seguito da Rea e Lowes.

GARA 2

Bautista non fa prigionieri. Nella seconda manche a Rea non viene concesso nemmeno il platonico onore di girare per primo alla curva iniziale. Lo spunto della Ducati è imperioso. Al resto ci pensa il propulsore dei miracoli, il V4, e la guida efficace dello spagnolo che avanza a suon di vittorie e record. Nessun rookie aveva mai segnato un simile ruolino di marcia, ma Alvaro non sembra conoscere limiti. A fine gara i secondi di vantaggio sul primo dei battuti, il solito Johnny, saranno ben 10. Una mazzata notevole, specialmente in classifica generale dove Bautista allunga ulteriormente portando a 26 le lunghezze di vantaggio su uno stoico Rea. Al campione del mondo non resta che amministrare il vantaggio sul resto della comitiva e tenere a bada nel finale il ritorno di un arrembante Lowes, sempre più convinto dei propri mezzi. La lotta per la quarta posizione vede vincitore Michael Van der Mark davanti a Leon Haslam e Marco Melandri. Il ravennate della Yamaha conquista ben tre sesti posti nello stesso week end, a dimostrazione di un feeling mai nato con il circuito asiatico. Se la passa peggio Chaz Davies: il gallese è costretto al ritiro per problemi meccanici quando è in lizza per la quarta piazza. Un’altra dimostrazione del periodo no che sta attraversando il secondo pilota della Ducati.

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