semafori F1

Robert Kubica aveva fatto ”scoppiare il bubbone” dopo il GP d’Australia a Melbourne, evidenziando il problema riguardante i semafori della Formula 1: ”Quando mi sono fermato sulla griglia, non riuscivo a vedere minimamente le luci del semaforo. L’ala posteriore della McLaren di Sainz le stava nascondendo. Vedevo solo la prima parte, non il resto. Mi sono dovuto muovere un po’ a sinistra, e ho vissuto momenti di panico”.

Il problema è decisamente impattante sulle gare dei piloti che scattano nelle retrovie: le nuove ali posteriori sono più alte e ingombranti, e impediscono dunque a coloro che partono dal fondo dello schieramento di vedere correttamente l’accensione e lo spegnimento dei semafori, mettendoli a rischio di partenze anticipate e/o troppo a rilento. A Melbourne Kubica, che scattava dal fondo, è stato il pilota che ha sofferto maggiormente, ma non il solo, visto che anche Pierre Gasly aveva esternato lamentele: ”Con le nuove ali posteriori, più grandi, non si riesce a vedere il semaforo. Ho staccato la frizione dopo che gli altri erano partiti davanti a me, e ho perso un paio di posizioni”.

Insomma, più di un pilota si è lamentato per il problema riguardante la visione ridotta dei semafori con le nuove ali posteriori, e la FIA si è vista costretta a valutare delle soluzioni in vista del prossimo GP, che si terrà domenica 31 marzo a Sakhir, Bahrain. Non si possono avere piloti penalizzati già in partenza, e così lo Strategy Group e la F1 stessa, insieme alla FIA, lavorano a una soluzione permanente da attuare per l’intera stagione: la prima idea al vaglio è quella di posizionare una fila di semafori anche a metà griglia, così da consentire a tutti di visualizzarli. Come fa notare motorsport.com, la soluzione era già stata adottata nel 2009, sempre per lo stesso motivo, le ali diventate troppo alte: era stata poi eliminata nel 2017, e potrebbe tornare nel 2019. Questa sembra essere l’idea maggiormente efficace, vedremo se spunterà qualche altra soluzione.

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