Formula E

L’E-Prix di Sanya parte con delle condizioni decisamente… estive: la baia cinese, nella quale si corre con la sabbia di fatto a bordo pista e l’Oceano a pochi passi, regala temperature veramente elevate. 40° di temperatura dell’ambiente e 32° su un asfalto sapientemente ”trattato” dagli organizzatori per evitare i problemi d’usura già riscontrati a Santiago de Chile: bisognerà stare attenti al consumo d’energia, in queste condizioni, e i piloti infatti mettono in scena una prima metà di gara guardinga. Si parte con Oliver Rowland in pole dopo una grande qualifica, nella quale ha preceduto Jean-Eric Vergne (redivivo), Da Costa, Abt, Sims e Buemi: sfortunato lo svizzero, che era stato il più veloce nelle libere e nelle qualifiche, salvo poi andare a sbattere due volte nella Superpole e dover partire dal fondo dello schieramento. 7° Lotterer in qualifica, davanti a D’Ambrosio, Wehrlein, Di Grassi e Mortara (11°): insomma, tanti piloti devono rimontare, su tutti Buemi e Sam Bird che parte molto arretrato, e dunque come sempre ci attendiamo grande spettacolo.

E-PRIX SANYA, LA GARA: TRIONFA JEV Oliver Rowland è bravo a difendere la posizione, precedendo al via Vergne, Da Costa, Abt e Sims. Subito dopo il via, regime di full course yellow, visto che la vettura di Nasr rimane ferma qualche secondo per un problema elettrico: Nasr alza poi bandiera bianca, ma non è il primo ritirato, visto che Sam Bird va ko al termine del primo giro per un contatto con Vandoorne. Entrambi si ritirano, mentre davanti il quintetto guidato da Rowland prende un po’ di vantaggio e va in parata, mantenendo più o meno lo stesso ritmo: alle loro spalle Lotterer e Di Grassi, e a centro gruppo risale Buemi, che in un amen è 14° dopo aver usato l’attack mode. Un attack mode che è posizionata molto esterna e dunque ”costa” parecchi secondi, ma questo non scoraggia i piloti. Nella prima metà di gara regnano noia e ritiri: le posizioni, almeno nella zona alta del gruppo, non cambiano, e assistiamo solo ai rientri di Lotterer, Di Grassi e Frijns sul gruppo di testa, trainato da un Rowland che non sembra essere il pilota più veloce. Inoltre, si ritirano anche Piquet, Paffett e Pechito Lopez. La svolta arriva proprio dopo la metà di gara, e porta la firma di Jean-Eric Vergne: il campione del mondo, autore di soli 28 punti in cinque gare e di parecchie polemiche contro la direzione-gara, va all’assalto di Oliver Rowland e prende la testa del gruppo. In quel momento si vede che il ritmo di JEV può fare selezione, mentre alle sue spalle si scatena il parapiglia: Da Costa si tocca con Rowland (senza conseguenze) nel tentativo vano di superarlo, mentre Alexander Sims va a sbattere contro Lotterer e deve ritirarsi. La BMW del britannico resta in mezzo alla pista, causando l’ingresso (molto tardivo) della Safety Car: gli organizzatori, dopo qualche minuto di caos, si accorgono poi che non è possibile spostare la monoposto senza la gru, e allora chiamano la bandiera rossa a 12′ dal termine.

Si riparte così per una nuova mini-gara, nella quale succedono tanti episodi al limite. Buemi si fa strada a sportellate, finendo sotto investigazione per due sorpassi ”cattivelli” su Mortara (che perde posizioni) e Mitch Evans, e anche Jean-Eric Vergne viene messo sotto inchiesta per alcuni comportamenti scorretti durante la Safety Car (aveva staccato il resto del gruppo): l’inchiesta riguardante JEV porta a un nulla di fatto, mentre aspettiamo ancora novità ufficiali su Buemi. Intanto la gara prosegue, e mentre lo svizzero risale il gruppo, Lucas Di Grassi saluta la gara: colpa di un brutto contatto con Robin Frijns, che sbaglia completamente la frenata e lo centra in pieno, distruggendo la gara di entrambi. Di Grassi va out, mentre il pilota di Virgin chiude 14° e ultimo (otto ritiri oggi): la fase finale della gara, disputata dai piloti a tutto gas ”grazie” alla combinazione tra Safety Car e bandiera rossa che li ha aiutati a preservare energia ed evitare di finire ”a secco”, non riserva ulteriori emozioni degne di nota, visto che si arriva in regime di full course yellow. Vittoria solida e meritata per Jean-Eric Vergne, che centra il primo successo stagionale e torna sul podio dopo il secondo posto di Ad Diriyah: secondo Rowland a 1”7 nel primo podio per Nissan, e terzo Antonio Felix da Costa a 2”6: precede Lotterer, Abt, D’Ambrosio, Wehrlein, Buemi che era sesto e viene penalizzato (chiude 8°), Evans e Mortara, con Massa 11° e mai in gara. Sesto pilota differente al successo in altrettante gare della Season 5, e sesto costruttore vincente per una Formula E sempre più imprevedibile: dopo BMW, Mahindra, Virgin, Audi e Venturi, tocca a Techeetah, che vince la sua gara casalinga, visto che il team ha base in Cina. Con questo successo, la classifica iridata si rimescola, e ci sono sei piloti in dieci punti: guida Antonio Felix da Costa con 62pti, precedendo D’Ambrosio (59), Bird e Vergne (54), Mortara (53) e Di Grassi (52). Può succedere di tutto in Formula E: appuntamento al 13 aprile, con l’e-Prix di Roma.

Aggiornamento delle 18: Edoardo Mortara scende dal 10° al 13° posto, cedendo l’ultimo punto rimasto a Felipe Massa. L’italo-svizzero viene penalizzato di 16” per non aver usato la seconda attack mode: l’activation zone era decisamente fuori traiettoria e tanti piloti hanno rischiato di mancarla, ma il regolamento impone di usare entrambe le chances per avere maggior potenza. Così facendo, Mortara torna a 52pti e alla pari di Lucas Di Grassi.

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