A Termas de Rio Hondo risuona il tango di Marc Marquez. Lo spagnolo della Honda domina in lungo ed in largo il Gran Premio d’Argentina, scattando dalla pole position e risultando fin da subito imprendibile. Impressionante il ritmo esibito dal Cabroncito: il suo passo si è attestato sull’ 1’39 alto, girando costantemente più veloce dei diretti concorrenti. Nella gara dei comuni mortali, le altre due posizioni sul podio sono andate a Valentino Rossi ed Andrea Dovizioso. Il Dottore è riuscito a sorprendere all’ultimo giro il pilota della Ducati con un sorpasso magistrale. Non distanti gli altri concorrenti, tutti ravvicinati nel trenino imposto per evitare un consumo fuori controllo da parte delle gomme Michelin. Quarto posto per Jack Miller, poleman un anno fa nella giornata delle polemiche. L’australiano della Ducati precede Alex Rins, Danilo Petrucci e Takaaki Nakagami. Sfuma un buon piazzamento per Franco Morbidelli, che tampona Maverick Vinales all’ultimo passaggio, vanificando così un week end straordinario.

MOTO2

Nella categoria di mezzo c’è un dominatore, almeno guardando alle prime due gare. Lorenzo Baldassarri bissa il successo qatariota con una prestazione straordinaria in Argentina. L’italiano è il più lucido nel gestire l’andamento della corsa, lasciando ad Alex Marquez, Remy Gardner e Marcel Schrotter l’onere di fare da lepre. È la giornata dei colpi di scena: la moto del poleman Vierge ammutolisce proprio al via, costringendolo al ritiro, mentre Luthi saluta la compagnia dopo un contatto con Brad Binder. Non ci sono sorprese nel finale: Baldassarri recupera terreno sui battistrada, superandoli ed imponendosi con oltre 1 secondo di vantaggio. Completano il podio Gardner e Marquez.

MOTO3

Pole e vittoria. Il week end perfetto di Jaume Masia è completo. Lo spagnolo deve faticare per festeggiare il primo successo in carriera: è decisivo il suo colpo di reni nella volata finale contro Binder ed Arbolino. Buon quarto posto per Niccolò Antonelli, che precede Sasaki, Rodrigo ed il connazionale Lorenzo Dalla Porta. Quest’ultimo accorcia il gap dal leader del Mondiale Toba, ma non può non rammaricarsi per il contatto che all’ultimo giro lo taglia fuori dalla lotta per la vittoria.

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