Kubica Williams

Williams è nata sotto una cattiva, cattivissima stella. Il team di Grove vive gravissime difficoltà economiche, che hanno di fatto ritardato l’intero progetto tecnico: la FW42 è nata in ritardo rispetto alla concorrenza, presentandosi con un ampio ritardo ai test di Barcellona, e senza ricambi a Melbourne. I piloti si ritrovano ad affrontare una vettura che perde pezzi non appena si tocca il cordolo o si va vicini al suo limite, che è ovviamente molto lontano da quello delle altre monoposto: George Russell aveva dichiarato di essere ”stufo di lottare solo con Kubica”, e l’ha dimostrato sfrecciando con Mercedes nei test del Bahrain, e ora arriva anche il polacco a rincarare la dose dopo una nuova e difficile gara.

In Bahrain Williams ha occupato nuovamente gli ultimi due posti in griglia e in gara, facendo gara a parte: Robert Kubica ha battuto Russell in qualifica e gli è arrivato dietro in gara dopo un duello ovviamente non ripreso dalle telecamere. Il polacco è in crescita, Williams non troppo: in Bahrain la vettura si è presentata con delle ”toppe” necessarie dopo aver riportato qualche danno in Australia, e questo ha portato la monoposto ad avere una resa differente rispetto alla vettura ”intonsa” di George Russell. Williams, che ha assunto Patrick Head come consulente per provare a tornare ”decente”, fatica, e Robert Kubica esterna tutto il proprio malcontento.

”Qualcosa di positivo in Bahrain c’era, ma era difficile guidare. Sono passato su un cordolo dove passavano tutti, e ho perso un pezzo della macchina. In qualifica avevo usato un pizzico di cordolo, e un altro pezzo è volato via. In Bahrain, ho dovuto evitare ogni cordolo, li ho usati solo se costretto. Ci ritroviamo costretti a non considerarli più come una parte della pista, e affrontando le curve così, si genera più peso e più carico sulle gomme: ero lento nelle curve per proteggere le gomme posteriori, ma continuavamo a scivolare e surriscaldarle. Prima o poi potrò dimenticarmi tutte queste limitazioni, e allora l’auto diventerà più solida e divertente da guidare, ma fino ad allora dovrò restare concentrato e pensare prima di tutto a non girarmi. Dobbiamo capire cosa sta succedendo, perchè non ci sono margini per spingere e l’auto non ha una finestra di utilizzo accettabile. Sto facendo il passeggero, e questa cosa non mi sta bene”.

Williams però, viste le sue difficoltà economiche, sta faticando a produrre pezzi di ricambio ed è in ritardo… in tutto, cosa che spingerà sempre più avanti le possibili soluzioni al problema: ”Ci ritroviamo a fare cose che non avremmo mai pensato, come mettere le gomme dietro al posto di quelle davanti, cosa che potrebbe aiutarci… Posso solo pensare ad aiutare il team utilizzando i setting che mi suggeriscono, ma non possiamo smettere di girare attorno al problema: ci serve una soluzione, e spero che ci si arrivi in tempi più brevi di quanto io pensi. Anche perchè la vettura, se c’è vento, è tremendamente instabile…”. Insomma, una situazione veramente drammatica, e ci sorge sempre spontaneo il dubbio esternato qualche settimana fa: chi ha permesso a Williams di iscriversi in queste condizioni, senza coperture finanziarie e con gravi difficoltà, sporcando così il buon nome costruito in oltre trent’anni di motorsport?

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