Uno spagnolo imbattuto da sette gare consecutive. Non si tratta del Marc Marquez versione 2014. Piuttosto è la nuova dimensione di Alvaro Bautista, dominatore incontrastato del Mondiale Superbike. Da quando è sbarcato nella categoria delle derivate di serie, il pilota della Ducati ha inanellato un successo dopo l’altro. La prima manche del GP di Spagna dice che la casella delle vittorie è stata aggiornata con il raggiungimento di quota 7. Sette centri in altrettante gare, a cui vanno aggiunte anche le pole position. Insomma, il discorso iridato è già chiuso dopo solamente tre round.

GLADIATORE

Non basta la resistenza del campione del mondo Jonathan Rea a defibrillare il Mondiale. Johnny sta difendendo la sua corona con le unghie e con i denti, da vero guerriero. Una lotta straordinaria, destinata molto probabilmente a concludersi con l’abdicazione, ma comunque onorevole. Rea è il primo degli umani, l’unico capace di non arrendersi di fronte al missile V4. Già questo basterebbe a rendergli onore.

LA GARA

Del resto, nella prima manche di Aragon, il copione è già scritto. Bautista sfrutta al meglio la pole position e vola via, divenendo imprendibile per tutto il resto della compagnia. Lo spettacolo vero si è consumato alle sue spalle con gli altri posti sul podio da spartire. Sfuma il tris di moto sul podio per la Ducati con la caduta di Eugene Laverty in piena bagarre. La sfida per la piazza d’onore ripropone il leit motiv delle ultime stagioni: Rea, partito dal decimo posto, contro Davies, con il gallese beffato dal nordirlandese in extremis. Quarta piazza per Alex Lowes su Yamaha, davanti a Tom Sykes su BMW. Solo dodicesimo Marco Melandri.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *