Hector Barbera Aragon

Hector Barberá non è stato certamente un pilota fortunato: lo spagnolo, nato nella regione di Valencia, probabilmente ha ottenuto meno del dovuto nel Motomondiale. Pilota ”scorbutico” e propenso all’errore, Barberá vanta come miglior risultato un 2° posto in 125 nel 2004 (vinse Dovizioso) e in Moto2 nel 2009 (vittoria ad Aoyama): il suo score complessivo nel Motomondiale parla di 10 vittorie, 9 pole e 32 podi, con il salto in MotoGP nel 2010 senza togliersi soddisfazioni. Negli ultimi anni Hector, che ha anche avuto dei trascorsi al di fuori della pista venendo arrestato per guida in stato di ebbrezza e violenza domestica, aveva visto le sue prestazioni calare drasticamente, fino a dover ”retrocedere” in Moto2 e ripartire quest’anno dalla Supersport nel tentativo di rilanciare una carriera ormai stagnante per il 33enne iberico.

Hector Barberá aveva firmato col Team Toth, chiudendo 4° nella gara d’esordio con la Yamaha R6, e stampando un totale di 22 punti nei due GP disputati. Ha sorpreso però la sua assenza nella gara della Supersport ad Aragon, su uno dei circuiti ”di casa” del pilota iberico, e ha sorpreso ancor di più la spiegazione del motivo per cui il 33enne non è riuscito a scendere in pista. Quando domenica mattina Hector Barberá si è recato al circuito per warm-up e gara, il suo box era… vuoto: la Yamaha R6 del Team Toth era sparita senza lasciare tracce e non è stata ritrovata, impedendo così al pilota di gareggiare e scendere in pista ad Aragon. Il team ha subito denunciato il furto alla Guardia Civil, e lo scenario si è tinto di giallo, visto che la squadra ha indicato proprio in Hector Barberá il maggior sospettato per la sparizione della moto, facendo intendere agli inquirenti che lo spagnolo potrebbe aver rubato intenzionalmente il mezzo per evitare di gareggiare ad Aragon. Il Team Toth, infatti, vive una fase di grande difficoltà: il main sponsor non ha versato alcune mensilità, e così facendo la moto è rimasta praticamente senza ricambi, al punto che ad Aragon lo spagnolo avrebbe dovuto usare un motore da oltre 1.600km. Yamaha consiglia di cambiarlo dopo 1.500km, e così Barberá avrebbe gareggiato senza le condizioni minime di sicurezza. Da qui sono nati i sospetti del team, che è convinto che il suo ormai ex pilota abbia rubato intenzionalmente la moto per non gareggiare, scongiurando figuracce e problemi di sicurezza.

La situazione avrà dei lunghi strascichi, ma intanto Hector Barberá si è separato dal Team Toth con un lungo post sui social: ”Siamo arrivati fino a qui. Per la mia sicurezza e per la sicurezza degli altri piloti, oggi non ho potuto correre la gara, non avevamo i mezzi per farlo. E quello che è iniziato come un sogno finisce come un incubo. I problemi finanziari e il mancato rispetto dell’accordo tra quello che doveva essere il nostro sponsor principale e il team hanno fatto sì che quest’avventura in Supersport finisca oggi, a casa, in una gara che mi ha reso particolarmente eccitato, senza nemmeno avere la possibilità di correrla. Abbiamo iniziato questo progetto  con grande entusiasmo, portando tutto il materiale che avevamo in Australia senza nemmeno aver provato, con una moto praticamente da strada e con il minimo indispensabile per la parte tecnica, siamo riusciti ad arrivare quarti. Dopo questa gara sono iniziati i problemi finanziari e questo ci ha costretto a gareggiare in Thailandia con pochissimi pezzi di ricambio e con un motore con troppi chilometri. Ad Aragon la situazione è stata la stessa. Penso che con un normale equipaggiamento avrei potuto essere molto competitivo e avrei potuto raggiungere il mio obiettivo, che è soprattutto la sensazione di essere di nuovo un pilota. Anche la squadra ha avuto questa illusione, dal proprietario all’ultimo dei meccanici. Sono molto arrabbiato, ma non ho intenzione di mollare e ho intenzione di continuare ad allenarmi per essere preparato se ci sarà la possibilità di continuare con ciò che amo di più, che è la guida.  Mi dispiace tanto per tutti coloro che sono venuti ad Aragon per assistere alle gare mentre io non ho potuto scendere in pista, per tutti i miei tifosi e per tutte le persone che mi sostengono sempre”.

Nessun accenno alle accuse del team, e vedremo come si risolverà il giallo che ha riempito la domenica di Aragon.

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