Hector Barbera Aragon

Nella giornata di ieri ha tenuto banco il caso riguardante la sparizione della Yamaha R6 di Hector Barberá dai box della Supersport ad Aragon: lo spagnolo, che ripartirà dalla Superbike ad Assen sostituendo Leandro Mercado sulla Kawasaki del Team Orelac, si era trovato senza moto, non potendo così correre nella gara di domenica. L’accaduto aveva esposto ai media i problemi economici del Team Toth, citati da Barberá e dal suo entourage, ma la squadra aveva subito accusato il pilota di aver fatto sparire intenzionalmente la moto, rubandola per non correre, e citando proprio Hector come principale sospetto nel colloquio con la Guardia Civil spagnola.

A rincarare la dose sono arrivate quest’oggi le parole di Imre Toth, che dopo aver corso per anni col team ”foraggiato” dall’opulente padre (250cc, Moto2, SBK, Supersport) ha ereditato la gestione della squadra ed è stato il team manager di Hector Barberá fino a ieri e fino alla rottura definitiva di un rapporto ”consumato”. Imre Toth ha smentito le voci riguardanti i problemi economici, ma soprattutto ha nuovamente accusato Barberá: ”Hector non voleva più correre con questa moto. Quindi non si è presentato al box, dicendo che la Yamaha era sparita: domenica ho denunciato il tutto alla polizia, e spero che la nostra moto venga ritrovata al più presto. Hector mi aveva mandato un messaggio alle 2 di notte, dove mi diceva che non voleva più correre con la nostra Yamaha R6 perchè secondo lui era una moto di m***a: questo ci ha fatto venire dei sospetti. Siamo stati accusati di mancati pagamenti, ma questa cosa è assolutamente falsa e la smentisco. Vogliamo continuare a correre nella Supersport, già da Assen: non lo faremo con Hector, troveremo qualcuno che possa sostituirlo. Credo che sia un ottimo pilota, ma ultimamente si è comportato in modo strano, pensando anche alla rottura dell’anno scorso col team Pons. Motore vecchio e non più utilizzabile? Possono durare per 2.100km, quello di Caricasulo aveva gli stessi km di Hector, 1350”.

Imre Toth accusa dunque, senza neppure nascondersi troppo, Hector Barberá della sparizione della moto, e ”spegne” sul nascere le polemiche scatenate da Oriol Vidal, telemetrista dello spagnolo che aveva lanciato strali dalle colonne di As: ”La nostra era una moto da strada con carene da corsa, totalmente inadeguata alla Supersport. Non avevamo nulla su cui lavorare, neppure uno straccio di pezzo di ricambio. Avevamo stilato una lista del materiale utile per lavorare decentemente, ma non è arrivato mai nulla: mancava anche la licenza per usare il programma delle telemetrie”. Due versioni contrastanti, e siamo certi che questa vicenda non si chiuderà qui: c’è troppo astio tra le parti, e soprattutto è in corso un’inchiesta penale per il furto della Yamaha R6…

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Hasta aquí hemos llegado. Por mi seguridad y por la seguridad de los demás pilotos hoy no podré salir a la carrera, no tenemos medios. y lo que empezó como un sueño acaba como una pesadilla. Los problemas de impagos y de cumplimiento del acuerdo entre el que tenía que ser nuestro patrocinador principal y el equipo hacen que esta aventura en SSP termine hoy, en casa, en una carrera que me hacía especial ilusión, sin que ni siquiera pueda correr la carrera. Empezamos este proyecto con mucha ilusión, estrenando todo el material en Australia y sin entrenar, con una moto prácticamente de calle y aún así, con lo mínimo imprescindible en la parte técnica conseguimos acabar cuartos. Después de esa carrera comenzaron los problemas financieros y eso hizo que tuviese que disputar la carrera de Tailandia sin apenas recambio y con un motor con demasiados kilómetros. Aquí la situación es la misma, pero ya no podemos estirar más lo que tenemos, y por responsabilidad no debo ni salir a pista. Estoy cuarto del campeonato, y creo que con un material normal podría haber sido muy competitivo y haber cumplido mi objetivo para este año, que sobre todo era disfrutar y volver a sentirme piloto. También el equipo tenía esa ilusión, desde el dueño hasta el último mecánico. Me da mucha rabia, porque me siento muy bien y estoy trabajando como nunca. Pero no me voy a rendir y voy a seguir entrenando para estar preparado por si surge alguna posibilidad de seguir con lo que más quiero, que es pilotar. Siento mucha rabia e impotencia, en la tercera carrera con estos medios y después de estar CUARTOS en la clasificación general, no nos queda otra que aceptar esta situación y seguir peleando como he hecho en estos años. Lo siento en el alma por todo el mundo que ha venido a ver las carreras y no podré estar en pista, por todos mis seguidores, y por toda la gente que siempre me está apoyando.

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