MotoGP Austin

Austin era sempre stata il terreno di caccia di Marc Marquez: lo spagnolo aveva vinto sei gare sulle sei disputate dalla MotoGP sul Circuit of the Americas, teatro dell’omonimo GP, ma stavolta non si ripete e butta via una vittoria che l’avrebbe portato a fare un deciso scatto nella classifica generale della MotoGP. Marc Marquez partiva dalla pole position davanti a Rossi, e i due scattano al meglio: guida Marc, con VR46 attaccato e Dovizioso che risale da 13° a 7° con una grande partenza: partenza che tradisce Vinales, punito per una jump start e costretto a rimontare dopo la penalità. Rossi tallona Marquez, che alza il ritmo e stacca tutti: Crutchlow sembra avvicinarsi a Valentino, ma sbaglia al 5° giro e cade.

Marquez domina e sembra avere in pugno la vittoria, ma dopo una decina di giri alza bandiera bianca per una caduta: Marc azzarda troppo in curva, la sua Honda lo scarica a terra e lo spagnolo non riesce più a ripartire nonostante gli affannosi tentativi di rimettersi in sella. Marquez ko per un’ingenuità dunque, visto che avrebbe potuto controllare dall’alto dei suoi 4” di vantaggio, e la gara prende una piega differente: Rossi finisce in testa, tallonato da Rins. I due fanno il vuoto con un ritmo nettamente migliore di ogni avversario, e nei giri finali si preparano al duello conclusivo: Rins è più veloce nella parte maggiormente guidata, Rossi allunga in altri tratti del tracciato e regna l’equilibrio. Il Dottore si ritrova però a dover gestire le gomme nei giri conclusivi e mostra il fianco ad Alex Rins, che lo supera e allunga dopo che il Dottore va ”lungo” in staccata: Rossi si riavvicina come una furia nel finale, guadagnando mezzo secondo a Rins nel giro conclusivo, ma è troppo tardi. Prima vittoria in MotoGP per Alex Rins e per il nuovo team Suzuki griffato Davide Brivio, con Valentino Rossi secondo a quattro decimi: terzo Jack Miller con la miglior Ducati, mentre Andrea Dovizioso arriva fino al quarto posto, precedendo Morbidelli, Petrucci, Quartararo, Pol Espargaro, Bagnaia e Nakagami, con Vinales anonimo 11° davanti a Iannone e Lorenzo ritirato per un problema tecnico alla sua Honda. Debacle per HRC, che vede ritirarsi tre moto su quattro (arriva solo Nakagami) e perde ovviamente la vetta del Mondiale: guida Dovizioso con 54 punti, seguito da Rossi a 51 e Rins a 49: quarto Marquez a quota 45.

MOTO2: VINCE LUTHI. IN MOTO3 TRIONFA CANET– In Moto2, gara davvero avvincente e dai mille colpi di scena. Si parte subito con la caduta di Fabio Di Giannantonio, che cade tirandosi dietro Vierge e Roberts. Caduta anche per Baldassarri, che interrompe la sua serie di vittorie consecutive, mentre Mattia Pasini resiste a un contatto con Lowes e disputa una grande gara nel suo rientro in pista, seppur solo da supplente di Fernandez e pilota ”temporaneo” del team Pons HP40. Dopo sei mesi di inattività in pista, Mattia è il migliore degli italiani, con una gara di alto livello: è settimo a metà del GP, salvo poi iniziare a forzare il ritmo e sorpassare Marini e Marquez. Vittoria per Thomas Luthi, che chiude con 2”5 sul poleman di ieri Marcel Schrotter, con Jorge Navarro terzo: quarto un ottimo Pasini (chissà che non strappi un contratto permanente), precedendo Alex Marquez e Luca Marini. Ottavo Corsi, che precede Bastianini e Locatelli. Nel Mondiale, Baldassarri resta leader con 50pti, +3 su Schrotter e +5 su Luthi.

In Moto3, invece, GP dalle tante fughe tentate, e dai tanti colpi di scena. Niccolò Antonelli, partito dalla pole, prova la fuga, ma viene riassorbito dal gruppo: ci prova anche Tatsuki Suzuki con la moto del team Sic58, allungando fino a circa 1” di vantaggio, ma cade al 13° giro e finisce in lacrime. Grande rimonta per Migno, che è andato al comando, ma si è poi arreso ad altri piloti: vince così meritatamente Aron Canet dopo una gara tattica e un ultimo giro a tutta velocità. Lo spagnolo regala la prima vittoria al Max Racing Team di Max Biaggi, precedendo sul traguardo Jaume Masia e Andrea Migno, che almeno difende il podio: nono Celestino Vietti, che precede Foggia, mentre Dalla Porta chiude 14° e Fenati cade al 10° giro. Classifica molto ingarbugliata nel Mondiale: guidano Canet e Masia a quota 45, +13 su Antonelli/Dalla Porta e +14 su Toba, caduto a sua volta oggi, per fortuna senza conseguenze.

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