Barcellona sembra un lontano ricordo, e invece dista solo un paio di mesi. Nei test pre-stagionali Ferrari sembrava la macchina più forte, e Toto Wolff si era spinto fino a dire che le Rosse avevano ”mezzo secondo di vantaggio” sulla concorrenza: ci aveva insospettito una tale ammissione d’inferiorità, e ora possiamo dirlo, si trattava di semplice e purissima pretattica. Toto ha teso il tranello, Ferrari ci è cascata con mani e piedi: da un lato la SF90 è una macchina dannatamente veloce, dall’altro è dannatamente fragile: di contro, Mercedes è veloce e solida, e lo dimostra gara dopo gara. Tre doppiette in tre GP, punteggio sostanzialmente pieno, visto che a parte i giri veloci di Sakhir e Shanghai, Mercedes si è presa tutto: due vittorie e un secondo posto per Hamilton, l’inverso per Bottas. Primo e secondo posto con 68 punti (Hamilton) e 62 punti (Bottas), vantaggio di 31 punti su Vettel e 32 su Leclerc, ma soprattutto di 57 punti su Ferrari nel costruttori: Mercedes e i suoi piloti potrebbero ”bucare” un GP e restare davanti, e Ferrari assiste inerme al trionfo altrui. Ma che è successo alla Rossa?

FERRARI FRAGILE E INCOSTANTE, IL PROGETTO È NATO MALE? ROSBERG ”SPAVENTA” I TIFOSI– Sin dal primo GP, a Melbourne, Ferrari ha mostrato tutte le sue fragilità. La macchina a tratti vola, ma va ”limitata” per evitare continue rotture. Mattia Binotto aveva parlato di un progetto affine a quello 2018, ma estremizzato in tante componenti per cercare la massima velocità: col senno di poi, si può dire che la SF90 è una macchina troppo sensibile al guasto, o almeno questo è ciò che ha mostrato nei primi tre GP. La gara anonima in Australia, dove molti hanno parlato di un taglio della potenza per evitare di ”bruciare” la power unit, i problemi avuti in Bahrain e il disastro cinese si spiegano così. In Cina, Ferrari è tornata alla vecchia centralina per evitare il guasto avuto a Sakhir: una centralina che, per ammissione di Binotto, è meno aggressiva della precedente. Da qui a parlare di un robusto taglio di potenza ne passa, visto che le Rosse erano le più veloci in ogni speed trap, ma nel complesso la SF90 si è mostrata lenta rispetto alla concorrenza: già dalle libere si notava come Ferrari fosse ”sprintante” in rettilineo, ma perdesse in trazione e nei tratti guidati. Segno di un progetto che, anche al netto di un’eventuale rinascita in un tracciato a sè stante come Baku, andrà sistemato e rivisto in futuro. Anche perchè è l’intera sfera d’influenza Ferrari ad avere problemi: Haas ha dovuto cambiare la centralina a sua volta, mentre Alfa Romeo ha osato e ne ha pagato le conseguenze con Antonio Giovinazzi, che ha visto andare ko la power unit venerdì e ha avuto problemi anche sabato. Aggiungiamoci i problemi di raffreddamento accusati da Charles Leclerc, e il quadro è quello di una monoposto davvero ”leggera” e inaffidabile, che tra l’altro ha preso anche parecchi decimi da Mercedes. Perchè un conto è perdere per errori e inaffidabilità com’è successo in Bahrain, un altro è ”non vedere palla” com’è capitato in Australia e in Cina: Ferrari in alcuni tratti di gara perdeva 1” dai rivali, che hanno avuto gioco facile nel fare la tripla doppietta, che non capitava dal 1992 e dal titolo di Mansell con Williams. Raramente qualcuno ha perso il Mondiale dopo una partenza così.

Ferrari veloce ma fragile dunque, con Vettel che si lamenta (telaio ”da rivedere” e macchina ”poco veloce”) e Leclerc che viene usato come cavia dal team (vedi sotto), e come se non bastasse tutto questo, Nico Rosberg spaventa ulteriormente i tifosi della Rossa. L’ex campione del mondo, che si è riciclato come commentatore tecnico ad alta qualità, ha detto la sua su Ferrari e fatto intendere che i problemi per la scuderia di Maranello potrebbero anche essere più gravi del previsto: ”Ho parlato coi meccanici Ferrari e mi hanno detto che ci sono stati degli errori nelle scelte aerodinamiche riguardanti l’auto: guidato con un basso carico e non hanno un adeguato pacchetto per aumentare il carico aerodinamico. Porteranno una nuova ala posteriore e sono convinti di sistemare tutto, ma con una macchina così sbilanciata, rischiano solo di rendere tutto maggiormente instabile”. Nico dunque mette a nudo i problemi-Ferrari, e fa capire che eventuali stravolgimenti tecnici sulla vettura, che come le altre di questa F1 è estremamente sofisticata a livello tecnologico, potrebbero anche peggiorare la situazione. Il rischio per Ferrari, che nelle scorse stagioni era partita benissimo per poi crollare dall’Ungheria in poi (quando Mercedes faceva lo scatto a livello di sviluppo), è quello di una stagione intera a rincorrere un’avversaria che si trova nettamente avanti: un’annata anonima e deludente, come lo furono le prime dell’era power unit. La speranza, invece, quella di ritrovare la strada già a Baku e ”ribaltare” il campionato: per farlo, però, a Ferrari serviranno certezze dal punto di vista tecnico e una gestione maggiormente intelligente dei piloti. E qui arriviamo all’altro tipo di perplessità che circondano la Rossa.

FERRARI, TROPPI ORDINI DI SCUDERIA DOPO POCHE GARE: GESTIONE ERRATA DI LECLERC? ”Charles, Sebastian è più veloce di te”. Ormai Charles Leclerc si sognerà questa frase di notte, ed è assurdo, visto che sono passate soltanto tre gare e il monegasco ha mostrato decisamente più velocità del compagno e collega. In Australia Leclerc vide frenare la propria rimonta per ”congelare” il quarto e quinto posto, con Vettel davanti al monegasco, in Bahrain il talento nato a Monte Carlo invece era stato invitato a restare dietro Seb un altro paio di giri e ”disattese” la richiesta, mentre ieri è stato usato ”da cavia”. Prima Ferrari ha chiesto a Vettel se si sentisse capace di andare più forte del compagno, e poi ha ordinato a Charles di dare strada: il monegasco ha accettato con riluttanza l’idea, anche perchè Seb non andava affatto più veloce di lui e le Ferrari si sono ritrovate in parata. Charles Leclerc è stato abbastanza duro nel post-gara, dicendo di ”avere bisogno di spiegazioni” per il trattamento ricevuto, anche perchè Ferrari ha deciso di sperimentare sulla sua pelle una strategia autolesionista: era praticamente impossibile finire la gara con gomme hard, ma la scuderia italiana ha deciso di tenere ugualmente in pista il monegasco, che così facendo ha perso tantissimo tempo (il ritmo era troppo basso) e si è giocato le residue chances di arrivare quarto. Di contro, Vettel ha fatto una gara ”accettabile”, vincendo il duello con Verstappen e arrivando terzo, ma molto probabilmente Leclerc avrebbe fatto lo stesso a pari condizioni: quindi, l’ordine di scuderia non aveva senso ed entra nella categoria ”ingiustizie intollerabili”.

Perchè dare tre ordini di scuderia nei primi tre GP significa avere seri problemi di gestione dello ”spogliatoio”: Leclerc ovviamente si sente ”radiocomandato”, perchè in tre gare ha dovuto cedere due volte a Vettel pur avendo un ritmo uguale e/o migliore, e la situazione rischia di risultare controproducente. Leclerc, giovane di 21 anni che vuole farsi strada nel motorsport e già dimostrato di avere il talento per vincere e convincere, difficilmente si rassegnerà a questa gestione ”barrichelliana” della sua carriera: senza ordini di scuderia avrebbe 6-7 punti in più, fondamentali in ottica-Mondiale e in un avvio di stagione così deludente per Ferrari. Binotto dovrà valutare anche questo, e magari rimandare eventuali ordini di scuderia a fine stagione: facciamoli correre, ‘sti piloti, perchè non sono modellini da radiocomandare a proprio piacimento. E anche perchè, in una situazione già tesa per i problemi d’affidabilità, aggiungere ulteriore tensione sarebbe solo controproducente per Ferrari…

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