Williams

Le difficoltà di Williams sono sotto gli occhi di tutti: la macchina messa in pista dalla scuderia di Grove è decisamente poco competitiva e sta faticando a reggere il confronto con tutte le altre scuderie iscritte alla F1, esponendo Robert Kubica e George Russell a delle continue figuracce. Alle difficoltà tecniche e a una monoposto fragile e decisamente lenta, Williams aggiunge anche i problemi economici, che impediscono così di accelerare lo sviluppo e anche la produzione degli imprescindibili pezzi di ricambio: Kubica aveva svelato tutte le difficoltà riguardanti l’avvio di stagione, e da più parti ci si è chiesti perchè Williams non viene venduta o non apre a nuovi investitori.

La risposta potrebbe arrivare a stretto giro di posta, dato che sono iniziate le prime manifestazioni d’interesse per la scuderia britannica, fondata da Frank Williams e gestita attualmente tra mille difficoltà dalla figlia Claire. Nella fattispecie, la manifestazione d’interesse più seria porta la firma di Dmitry Mazepin, padre del giovane pilota F2 Nikita e ricco imprenditore russo: Mazepin sr. è un magnate nel settore della chimica, e vanta un patrimonio di circa 1.3 miliardi di dollari. A Shanghai avrebbe avviato una trattativa con Williams per rilevare la scuderia, o comunque acquisire una massiccia quota del team: l’idea è quella di imitare Lawrence Stroll, che per garantire un posto in griglia al figlio Lance aveva comprato una Force India in difficoltà ribattezzandola Racing Point. Da due mesi già circolavano voci riguardo all’interesse di Mazepin sr. per Williams, che però sembravano semplici boutade, e che invece hanno trovato conferme proprio durante il weekend cinese.

Mazepin e Stroll sr. avevano lottato per acquisire Force India proprio dopo che Williams aveva rifiutato la proposta del padre del canadese di rilevare il team, ma ora la situazione sembra cambiata: Claire Williams è consapevole che da sola la scuderia di Grove può solo continuare a collezionare figuracce e vivere alla giornata, e avrebbe aperto alla cessione. Il rischio di avere Mazepin sr. proprietario di Williams, dunque, è concreto: si ripeterebbe quello che era accaduto negli anni 2010, quando Stroll sr. comprò il team Prema per far debuttare il figlio sulle monoposto, e Mazepin sr. acquisì Hitech per far debuttare Nikita a stretto giro di posta. Stavolta avremmo Stroll sr. proprietario di Racing Point col pilota saldamente al volante di una delle due monoposto, e Mazepin sr. alla guida di una rinnovata Williams.

Al momento, Nikita Mazepin milita in Formula 2 con ART Grand Prix e non ha ancora ottenuto punti, ma l’anno scorso ha fatto grandi cose in GP3, chiudendo secondo e vincendo quattro gare: quei risultati hanno fatto entrare Mazepin, che era già collaudatore di Force India, nel programma giovani di Mercedes, che sarebbe ben lieta di vederlo passare in F1. L’operazione pensata da Mazepin sr. è semplice: acquisire Williams per garantire al figlio il debutto in F1 nel 2020 o al massimo nel 2021, e consentirgli di crescere senza la pressione di ”dover salvare” il sedile a suon di risultati. Il tutto, però, è soggetto ai risultati del figlio: al momento Nikita Mazepin ha 21 punti sui 40 necessari per ottenere la Superlicenza, che acquisirebbe a fine stagione solo entrando nei primi cinque della F2. Difficile, viste le attuali prestazioni in campionato (più facile ottenerla nel 2021), ma il padre ha deciso di muoversi ugualmente: Williams potrebbe marcare bandiera russa, e trovare il modo per non continuare a sporcare la sua storia trentennale.

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