Kawasaki SBK

Alvaro Bautista 11, Resto del Mondo 0. La competitività quest’anno non è di casa in Superbike, e l’arrivo della Ducati Panigale V4 ha letteralmente ucciso il campionato che negli anni scorsi veniva sì dominato da Jonathan Rea, ma con almeno un pizzico di lotta e sforzo nel superare gli altri piloti: nella SBK 2019, invece, assistiamo al duello tra le vere derivate di serie e una Ducati che ha scelto una strada diversa, quella di sfruttare un ”buco” regolamentare e portare in pista una moto che è un’autentica MotoGP stradale.

La Ducati V4 è nettamente più veloce (all’incirca, 2mila giri/motore in più) e potente delle rivali, e ha ovviamente vinto ogni gara con Alvaro Bautista, che domina il campionato senza faticare e ha creato un connubio imbattibile con la nuova moto della casa di Borgo Panigale. Il binomio Bautista-Ducati Panigale V4 sembra imbattibile, come ha confermato lo stesso Johnny Rea dicendo che ”continuando così, sarà praticamente impossibile vincere una gara da qui a fine stagione”, e non è stato scalfito neppure dal cervellotico regolamento SBK, che ha tagliato 250 giri/motore a Bautista ad Assen in virtù del dominio nei GP precedenti. Ducati ha dominato e vinto ugualmente, facendo en-plein dopo quattro GP, e lo farà ancora, costringendo le altre case ai ripari.

Quella maggiormente interessata, ovviamente e perchè ha deciso anni fa di puntare tutto sulla Superbike diminuendo o cancellando l’impegno nelle altre serie motoristiche, è Kawasaki. La ”verdona” aveva dominato con Rea e non ci sta a continuare a perdere: quello che ”distrugge” i meccanici e piloti Kawasaki è il senso d’impotenza provato di fronte alla nuova Ducati e al suo strapotere, e così si iniziano a studiare le contromisure. Contromisure che potrebbero portare la casa giapponese a varare la propria V4, una moto simile a quelle MotoGP e omologata da strada per poter partecipare al prossimo campionato SBK: è praticamente impossibile invertire la rotta già in corso d’opera, a differenza di quanto potrebbe accadere in F1 o MotoGP, ma Kawasaki punta a lottare con la V4 Ducati nel 2020.

Lo svela Ichiro Yoda, progettista di Kawa, ai microfoni di Speedweek: ”Battere questa Ducati è difficile, se non impossibile, visto che stiamo gareggiando contro un mezzo derivato direttamente dalla MotoGP. La Panigale V4 è a tutti gli effetti una MotoGP gommata Pirelli, è quasi inimmaginabile colmare il gap attuale nel giro di pochi mesi. L’unica soluzione che abbiamo per il 2020 è quella di costruire una Kawasaki ispirata alla MotoGP come ha fatto Ducati, una moto estrema da produrre con un numero limitato di serie, magari 500 esemplari, così da consentirci di poterla schierare nella prossima SBK. Se bisogna costruire una Kawasaki V4 simile alla MotoGP, dobbiamo iniziare a pensarla e farla ora: abbiamo esperienza con quel campionato e coi V4 quattro cilindri, non sarebbe un problema. Gli organizzatori del campionato però devono farci capire quali sono le loro reali intenzioni: la Superbike era basata sullo sviluppo delle moto di serie e sul contenimento dei costi, ma la V4 ha cambiato tutto: quella moto, che è l’unica via per competere con Ducati nel 2020, costa 40mila euro…”.

Kawasaki sembra intenzionata dunque a seguire Ducati producendo la propria V4, e fornendo un mezzo vincente a Jonathan Rea in quello che dovrebbe essere il suo ultimo anno di carriera prima del programmato ritiro a fine 2020: ci riuscirà e verrà seguita da altre case? Lo scopriremo.

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