Red Bull Honda

Nella F1 moderna, gestire la power unit conta quanto costruire un’ottima macchina: in un campionato che consente l’utilizzo di tre sole power unit per 21 GP, prima di incappare nelle penalità, la gestione del comparto-motore è davvero fondamentale. Ne sa qualcosa Ferrari, che ha sistemato il motore andato ko in Bahrain sulla vettura di Leclerc per poterlo riutilizzare in Cina e non dover sprecare una nuova power unit, mentre Honda sta adottando una gestione differente della power unit.

La nuova PU del costruttore giapponese viaggia come si deve, con Gasly e Verstappen che si trovano spesso nelle zone nobili della classifica per le velocità di punta, ma ha comunque qualche problema: problemi che si sono decisamente ridotti rispetto al disastroso binomio con McLaren, vista la maggior competenza dei tecnici Red Bull e un lavoro di concerto con Toro Rosso e coi tecnici nipponici, ma che comunque esistono. Daniil Kvyat è stato costretto a cambiare motore in Cina dopo un problema emerso durante le prove libere di Shanghai, mentre Alex Albon ha sostituito il suo dopo il brutto incidente nelle FP3: Toro Rosso si è già giocata il secondo motore dunque, e cambierà nuovamente a Baku.

In Azerbaijan Honda porterà infatti il primo aggiornamento della sua power unit, proprio per risolvere il problema avuto da Kvyat: si tratta di un upgrade che introduce una nuova unità termica, che garantirà maggior durata e affidabilità e potrà migliorare le prestazioni del motore. Toro Rosso arriverà così al motore numero 3, mentre Red Bull monterà le nuove power unit sulle sue vetture e arriverà già a due motori utilizzati alla 4a gara del campionato: entrambe le scuderie sono a forte rischio-penalizzazione nel prosieguo del campionato, ma potranno anche utilizzare il motore al 100% della sua potenza su un tracciato con lunghi rettilinei. Basterà per sorprendere la concorrenza e ottenere grandi risultati su un circuito particolare, che ha spesso regalato sorprese e podi inattesi?

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