Dakar 2020

Qualche giorno fa è diventato ufficiale lo spostamento della Dakar in Asia, e più precisamente in Arabia Saudita. Dopo le edizioni africane e il grande salto in Sudamerica datato 2009, il rally-raid vivrà così il suo terzo capitolo nel Medio Oriente, andando a gareggiare in una delle nazioni più ricche del pianeta e in un territorio famoso per i suoi enormi giacimenti di petrolio.

C’erano grandi curiosità riguardo al percorso: la Dakar verrà disputata solo in Arabia Saudita o coinvolgerà anche altri paesi limitrofi e altre zone desertiche? La risposta è arrivata ieri durante la conferenza stampa con cui ASO ha presentato il percorso insieme alle autorità saudite: una presentazione che è stata effettuata in una località che sarà fondamentale per la nuova Dakar, visto che ospiterà l’arrivo della corsa. Stiamo parlando di Al-Qiddiya, e se questo nome non vi dice nulla, non sorprendetevi, perchè Qiddiya fino a qualche mese fa… non esisteva sui radar. Il progetto Qiddiya, che ha dato vita alla città omonima, è stato lanciato l’anno scorso e verrà portato a termine a fine 2019: l’Arabia Saudita ha infatti costruito un’autentica ”città dei giochi” a 40km dal centro storico della capitale Riyadh: Al-Qiddiya ospiterà parchi giochi, aree sportive, percorsi per auto e moto, parchi acquatici, musei, scenari naturali e luoghi dove si potranno vivere e apprezzare importanti attività culturali. L’Arabia Saudita si aspetta che diventi un’area dal grande turismo entro il 2030, con una superficie di 334 km quadrati.

Intanto, Al-Qiddiya ospiterà l’arrivo della nuova Dakar, che scatterà il 5 gennaio da Jeddah, seconda città del paese situata sulla costa occidentale, e arriverà appunto il 17 gennaio ad Al-Qiddiya: in programma dodici tappe e 9mila km di corsa, oltre a un giorno di riposo fissato per l’11 gennaio a Riyadh, nella capitale saudita. Il terreno dell’Arabia Saudita è ampiamente sabbioso, dunque ci saranno tantissime tappe sulle dune com’era già accaduto l’anno scorso in Perù, ma non solo: le tappe iniziali saranno caratterizzate da un tracciato simile a quello del WRC, con un fondo maggiormente ”pietroso” e uno sfondo montuoso, per poi spostare la Dakar sulle dune. Montagne, canyon, valli e costa, oltre alle dune dunque, per una corsa che sarà estremamente completa.

Il deserto che verrà attraversato è ovviamente quello di Rub’ al-Khāli, ”il quarto vuoto” in arabo, il secondo deserto di sabbia più vasto del mondo: 1000km di lunghezza e 500km di larghezza, copre un’area totale di 650mila km quadrati ed è sconosciuto in alcune delle sue parti anche ai beduini e agli abitanti del luogo. La Dakar andrà ad esplorarlo dal 2020 e per cinque edizioni, che in futuro dovrebbero coinvolgere anche l’Oman e alcuni paesi circostanti per una corsa che tornerà alle antiche emozioni, seppur in un continente diverso. Ne è certo il direttore sportivo della Dakar David Castera, che dopo anni da copilota per Peterhansel prima e Despres poi è passato ”dietro alla scrivania” della Dakar: ”Sta nascendo un terzo capitolo affascinante e carico di emozioni per la Dakar. Il paese più esteso del Medio Oriente ci offre infinite possibilità di creare un percorso impegnativo, equilibrato e vario. La sfida sportiva che stiamo costruendo per la 42a edizione rifletterà la totale libertà di creazione che ci ha dato il terreno saudita: deserti, montagne, canyon, valli e aree costiere in un’unica e sconfinata nazione”.

E allora, non vediamo l’ora di assistere alla Dakar disputata in Arabia Saudita: appuntamento fissato per gennaio 2020, ma intanto gustatevi il trailer pubblicato dalla stessa Dakar.

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