Charles Leclerc Bahrain

Baku è il circuito più imprevedibile tra quelli della F1: muri a ridosso della pista, tracciato cittadino con due lunghi rettilinei e tanti punti ”rischiosi”. Negli anni, questa pista ha regalato podi a sorpresa (Lance Stroll e Sergio Perez per citare due nomi), gare rocambolesche e continui colpi di scena. Quest’anno, il caos su quello che è uno dei circuiti più assurdi della F1 nonostante il bellissimo paesaggio circostante è iniziato direttamente nelle prove libere: per la precisione nelle FP1, per ” colpa” di un tombino, ma non è andata meglio nelle seconde libere, e neppure in F2. Insomma, Baku è uguale a caos, e speriamo che domani e domenica si possano evitare certi inconvenienti ai limiti dell’assurdo.

FP1: RUSSELL, IL TOMBINO E IL CARRO ATTREZZI ”CANCELLANO” LA PRIMA SESSIONE– C’erano una volta un pilota britannico, un tombino e un carro attrezzi. Sembra una barzelletta e forse lo è, vedendo la dinamica, ma è anche ciò che è accaduto a Baku e ha portato alla sospensione e poi cancellazione delle FP1 del GP d’Azerbaijan, con le sole Ferrari capaci di far segnare un tempo (piuttosto alto) nei 12′ disputati. Succede tutto dopo 12 minuti, appunto: Charles Leclerc sfreccia in rettilineo come di consueto, e inspiegabilmente un tombino si scoperchia. Il monegasco non ha colpe, l’organizzazione sì, visto quello che accade dopo: George Russell arriva a sua volta con una Williams già fragile di suo e a corto di ricambi (un solo fondo per pilota, ndr), e distrugge il fondo della propria monoposto. La Williams ovviamente si ferma sul tracciato, che viene inondato di detriti e pezzi di lamiera/carbonio: la scena che vede Russell accovacciato (come i bambini che giocando a calcio fanno finire la palla sotto le auto, ndr) mentre guarda i danni della sua monoposto fa il giro del mondo, e imbarazza l’organizzazione del GP d’Azerbaijan. Perchè nessuno ha controllato lo stato dei tombini? Com’è possibile che un tombino si scoperchi proprio dove le vetture passano a velocità sostenute? Immaginate uno scenario simile in gara, con pezzi che volano da tutte le parti e rischiano di colpire i caschi dei piloti.

Ma, dicevamo, il peggio deve ancora venire. Come da procedura, bandiera rossa e carro attrezzi in pista per rimuovere la vettura di George Russell: il carro attrezzi ”aggancia” la monoposto, ma inspiegabilmente cerca di passare sotto il ponte presente nel circuito anche se è molto più alto (col braccio alzato) della struttura. Contatto inevitabile, come anche la distruzione del mezzo di soccorso. E, come se non bastasse, il carro attrezzi perde parecchio liquido idraulico in pista: impossibile pulire la pista e far ripartire le libere in tempi brevi. E si opta per la cancellazione della sessione, mentre un altro mezzo di soccorso interviene per rimuovere il primo. Un’autentica figuraccia in mondovisione per il già contestato circuito di Baku: in una F1 ideale, questa pista non ospiterebbe più un GP per la pressapochezza dell’organizzazione, ma nella F1 dei grandi sponsor, probabilmente la gara azera avrà vita più lunga rispetto ad alcune delle piste storiche. Nonostante tutto il caos visto oggi, o forse proprio per questo caos e per l’interesse generale che ne deriva.

FP2: DOMINA CHARLES LECLERC, MA QUANTI INCIDENTI!– È difficile far peggio delle FP1 e del caos disorganizzato visto nelle prime libere, ma i commissari e i piloti si mettono di buzzo buono in una giornata davvero caotica. Succede così che Gelael vada a investire due commissari che lo stavano aiutando a ripartire durante le qualifiche della F2 e non si erano accorti che la macchina si era rimessa in moto (colpevole anche il pilota, che ”scarta” all’improvviso rischiando di fare malissimo a entrambi…), e che in F1 fiocchino gli incidenti: Lance Stroll va dritto invece di curvare e si stampa contro il muro, distruggendo la sospensione, Daniil Kvyat (che oggi compie gli anni) va a sua volta a muro e la sua sospensione prende addirittura fuoco, costringendolo a salutare le libere dopo 9 giri e un ottimo 6° tempo. George Russell ovviamente non scende in pista perchè il suo fondo va interamente sostituito (lo rivedremo domani nelle FP3), mentre Sebastian Vettel ”allunga” una curva e va dritto suscitando l’ilarità generale. Nel caos generale, può non svettare Kevin Magnussen? Avete già la risposta, e il danese si fa notare andando a contatto con Hamilton per difendere una traiettoria: probabilmente era convinto di essere in gara, mentre Pierre Gasly vince il premio ”ingenuità dell’anno” perchè scatterà dalla pitlane domenica, venendo penalizzato (come Giovinazzi, ma per altri motivi) per non essersi fermato alle operazioni di peso dopo le FP2. Un pilota totalmente in confusione, il francese. Ma oltre al caos, ci sono anche dei risultati davvero interessanti che arrivano dalle due Ferrari. Dal caos delle FP2 esce un velocissimo Charles Leclerc, che domina di fatto le prove libere col veloce crono di 1.42.872: precede di 324 millesimi Vettel nella doppietta Ferrari, mentre sono staccate le Mercedes. Hamilton è terzo a 669 millesimi, Bottas 5° a 1”1: nel mezzo c’è Max Verstappen, quarto a 921 millesimi.

Sesto Kvyat nonostante abbia concluso solo nove giri, con un distacco di 1”305: precede Sainz (+1.311), Albon (+1.344), Gasly (+1.368) e Norris (+1.423), che completano una top-10 molto ravvicinata dal sesto in giù. Undicesimo Magnussen a due secondi, precedendo Giovinazzi (+2.494), Perez (+2.564), Raikkonen (+2.610), Ricciardo (+2.611), Grosjean (+2.746), Hulkenberg che è solo 17° a 3”8, Stroll che chiude a 5” completando solo otto giri per l’incidente e Robert Kubica, ultimissimo a 5”2. Deludenti, e di parecchio, le Renault: la monoposto che sognava di diventare la terza forza del Mondiale con Ricciardo piazza le sue vetture al 15° e 17° posto nel caos generale. Si risolleverà domani? E soprattutto, riuscirà Baku a vivere un sabato normale senza incidenti?

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