I test collettivi di F1 a Barcellona vengono interpretati dai team con spirito diverso. C’è chi sperimenta, chi deve capire cos’è successo in questo avvio di stagione e perchè i segnali avuti nei test pre-season sono stati completamente sconfessati (Ferrari), e chi invece deve solo confermarsi. Mercedes opta ovviamente per un approccio più conservativo, volto a raccogliere ulteriori dati e confermare la propria supremazia, Ferrari sperimenta e studia un mix tra run veloci e long-run (mandando in pista anche Antonio Fuoco, che è uno degli addetti al simulatore), mentre altri team fanno debuttare collaudatori e giovani promesse. Tanti dati interessanti e qualche spavento nei test di Barcellona, andiamo a scoprire cos’è successo.

F1, TEST BARCELLONA: BOTTAS DOMINA IL DAY 1Mercedes domina la prima giornata dei test, e lo fa con Valtteri Bottas, che si conferma in grande forma. Per pochi millesimi Valtteri non ritocca il suo record della pista, ottenuto nelle qualifiche del sabato, anche se lo fa con le gomme C5, le hypersoft e dunque con una mescola di ”due toni” più veloce rispetto a quella utilizzata nelle prove. 1.15.511 per Bottas, che è ancora una volta l’unico pilota capace di scendere sotto l’1.16. Nessuno riesce a tenere il suo ritmo, con vari long-run veloci nei suoi 131 giri, e il primo pilota alle sue spalle viene staccato di 1”4: si tratta di Charles Leclerc, che ottiene il crono più veloce della sua giornata con gomme C2 e chiude in 1.16.933, dunque staccato di 1”422. Qualche difficoltà di troppo per Red Bull, che si ferma con Gasly per un problema alla trasmissione, e così il terzo posto è della Toro Rosso con Daniil Kvyat: 1.17.679 e 2”1 di ritardo per il russo, che precede Nico Hulkenberg, quarto a 2”440 con gomme C3. Pierre Gasly chiude quinto con 115 giri, e 2”6 di ritardo: sesto Carlos Sainz con gomme C2 (+2.752), settimo invece il collaudatore Haas Pietro Fittipaldi a 2”8, che precede il sorprendente Nick Yelloly, uomo del simulatore della Racing Point che è ottavo a 2”850. Nono Sebastian Vettel, che quest’oggi lavorava coi pneumatici Pirelli 2020: il tedesco dunque non sapeva quali mescole stesse utilizzando, e ha chiuso a 2”9, precedendo Lando Norris (+3.056). Chiudono il gruppo Sergio Perez con la seconda vettura ”prestata” a Pirelli e 4”208 di ritardo, Callum Ilott per Alfa Romeo (+4.308) e Nicholas Latifi sulla Williams: il canadese, leader della F2 e collaudatore per la casa britannica, chiude ultimo a 5”5. Tornando a Ilott, ha spaventato tutti distruggendo la sua Alfa Romeo in un tremendo incidente: per fortuna, senza conseguenze.

F1, TEST BARCELLONA: SORPRESA-MAZEPIN CON MERCEDESMercedes è dominante, e questo l’abbiamo capito da tempo, ma riesce a dominare e guidare la classifica dei tempi anche con un pilota che non è nè un campione, nè un potenziale big della F1 del futuro. Negli scorsi test aveva impressionato sulla vettura anglo-tedesca George Russell, stavolta tocca a Nikita Mazepin: professione onesto pilota di F2 con ART Grand Prix, con un papà che sogna di comprare la Williams per portare il figliolo in F1. Mazepin aveva già fatto da collaudatore in Force India l’anno scorso, faticando molto, ed evidentemente è entrato nello junior programme Mercedes, perchè quest’oggi c’è lui a guidare la Freccia d’Argento e a guardare tutti dall’alto in basso. 1.15.775 il sorprendente tempo fatto registrare dal russo, che chiude addirittura a due decimi da Bottas con la stessa mescola: è davvero inatteso il suo risultato, che dimostra che questa Mercedes probabilmente è la migliore di sempre, se ancora dovesse servire una qualche conferma dopo le cinque doppiette consecutive. 128 giri per Mazepin e un errore, ma anche quel gran tempo e un vantaggio di più di 1” su tutti: il secondo è Alexander Albon con un’ancora ottima Toro Rosso, staccato di 1”304 e davanti alle Ferrari. Terzo Antonio Fuoco a 1”509, con una Ferrari ”laboratorio”: per lui 120 giri e una monoposto ricca di sensori per capire cosa non funziona sulla SF90, a livello aerodinamico e non solo, con prove comparative e tanti dati raccolti. Quarto Charles Leclerc, che lavorava con le gomme Pirelli 2020 e le mescole 2021: 127 giri per lui e un distacco di 1”6 da Mercedes, difficilmente ”misurabile” viste le gomme sperimentali. Cresce invece Alfa Romeo, che è quinta con Raikkonen a 1”618, con un passo simile a Ferrari. Probabilmente la scuderia italo-svizzera ha capito cosa non aveva funzionato in gara, e Kimi precede Jack Aitken sulla prima Renault (+1.846), la Haas di Magnussen (+2.326) e l’ottimo Yelloly con Force India (+2.437). Nono Latifi con Williams a 2”8, precedendo un altro deb: Dan Ticktum chiude decimo a 3”3 con la Red Bull, riscontrando un cedimento meccanico e completando pochissimi giri nella sessione pomeridiana. Chiudono il gruppo Turvey con McLaren a 5”, Lance Stroll con le Pirelli prototipo e Sergio Sette Camara, che ha faticato terribilmente con una McLaren che ha schierato solo i collaudatori: 5”8 di distacco per lui.
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