Fernando Alonso ha vissuto un autentico flop alla 500 miglia di Indianapolis. Nando sognava di vincere per completare la tripla corona, che lo vede già proprietario del titolo F1 (e della vittoria a Montecarlo) e della 24 ore di Le Mans vinta con Toyota nel giugno 2018, ma è stato messo alla guida di una monoposto lenta e scarsamente performante: la McLaren motorizzata Chevrolet non aveva un motore al top, e si è dimostrata davvero inadatta al compito e a ogni chance di vittoria.

Fernando Alonso è rimasto fuori dai trenta qualificati iniziali della corsa, ed è stato costretto ad affrontare il barrage per l’ultima chance di qualificazione: nove piloti in pista e tre soli qualificati, per arrivare a un totale di 33 piloti che comporranno la griglia della Indy 500. Ha chiuso di fatto al 34° posto, venendo eliminato dalla corsa per appena 19 millesimi di miglia orarie di media e 31 millesimi sul giro. Un’inezia che gli è costata carissima, ancor di più pensando al fatto che l’ultimo qualificato (Kyle Kaiser) gareggia con una monoposto base e uno scarsissimo budget, e che ha certificato l’inconsistenza del progetto-McLaren.

Fernando Alonso dunque non avrebbe potuto gareggiare a Indianapolis, ma c’era un’ultima chance: spesso i team con scarso budget che si qualificano mettono ”in vendita” il loro posto in griglia per i team munifici che sono rimasti out per un’inezia o per problemi alla monoposto. In questo caso, tutti pensavano che McLaren avrebbe comprato il posto per Fernando Alonso, e probabilmente la scuderia di Woking ci ha pensato per un attimo, salvo poi dover cedere alla volontà del pilota: Nando si è rifiutato di ”comprare” la partecipazione, e il flop è stato completo. Zak Brown ha confermato che McLaren non comprerà lo slot in griglia: ”Torneremo a combattere. Non vogliamo comprare la Indy 500, vogliamo guadagnarcela. Tutti possono comprarla, ma noi vogliamo entrare per i nostri meriti e vincere”.

Una scelta condivisibile, e dunque Alonso dovrà fare un nuovo tentativo nel 2020: magari, per essere certo di qualificarsi, deciderà di firmare direttamente con un team statunitense e correre nelle IndyCar Series per prepararsi al meglio e fare ulteriormente la storia.

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