Correre per onorare lo spirito di Niki Lauda, il suo mentore al momento dell’arrivo in Mercedes e il massimo fautore del suo (positivo) cambiamento nelle ultime stagioni. Lewis Hamilton aveva un grande obiettivo nel GP di Monaco, dopo aver ottenuto la pole nella giornata di ieri, e l’ha completato appieno. Il britannico, partito dalla pole, è stato il leader per tutta la gara e ha conquistato un successo da urlo, considerando che ha percorso 60 giri con gomme medie difendendosi come un leone dagli assalti di Verstappen e dagli altri piloti: 77° successo in carriera e terzo stagionale per Lewis, sesto GP monegasco consecutivo per Mercedes, che però non ha fatto doppietta per una volta. Charles Leclerc invece ha dato spettacolo, ma si è anche ritirato: andiamo a raccontare la gara odierna.

F1, GP MONACO: VINCE HAMILTON DAVANTI A UN ”TRENINO”, OUT LECLERC. IL RACCONTO– Chi parte in pole, a Montecarlo solitamente vince, e Lewis Hamilton ha fatto di tutto per difendere questo assioma. Il britannico è partito al meglio, resistendo a Bottas e Verstappen, con Vettel saldamente quarto. Chi pensava (noi compresi) che le Mercedes potessero fare la differenza e scappare, ha dovuto fare i conti con un tracciato differente rispetto a ieri e delle condizioni diverse, che hanno di fatto dato vita a una gara molto tattica: trenino di monoposto davanti, mentre dietro succedeva di tutto grazie a Charles Leclerc. Il monegasco scattava 15° per l’errore strategico di Ferrari, e ha dato vita a una serie di sorpassi indiavolati: ha superato in maniera formidabile Lando Norris (Loews), Grosjean (Rascasse) e si è portato in 12a posizione con apparente facilità, salvo poi trovarsi alle spalle dell’arcigno Hulkenberg. Il tedesco si è difeso una prima volta alla Rascasse, e nel secondo tentativo Charles ha avuto la peggio: siamo al giro 12, e Leclerc rischia di girarsi, andando pesantemente a contatto con Hulkenberg. Il suo fondo è danneggiato, ma il monegasco se ne frega e continua a spingere, perdendo parecchi detriti e andando all’assalto all’arma bianca mentre il pilota-Renault si ferma ai box: uno di questi detriti distrugge la gomma posteriore di Charles Leclerc, che di fatto fa un giro su tre ruote come Gilles Villeneuve a Zandvoort. Il ferrarista poi rientra ai box montando gomme hard (approfittando della Safety Car), ma ormai non ha più mezzo fondo per l’eccesso di foga dopo l’incidente (gomma disintegrata e piede comunque sull’acceleratore), e l’aerodinamica è andata a farsi benedire: inevitabile il mesto ritiro al giro 18, davanti al principe Alberto e ai tifosi di casa. La Safety Car entrata proprio per i detriti persi da Leclerc cambia tutto: Mercedes chiama nello stesso giro Hamilton e Bottas, e nell’uscita dai box il finlandese si trova fianco a fianco con Max Verstappen, che non alza il piede e lo tocca, distruggendo un cerchione della Mercedes nel contatto. Sfruttando la SC Bottas è rientrato a sostituire il pezzo, montando anche un treno di gomme hard e accodandosi a Vettel, finendo così quarto.

La situazione dunque era definita: Hamilton con gomme gialle (medie) davanti a Verstappen, Vettel e Bottas con gomme hard quando mancavano 60 giri: impossibile che Lewis finisse la gara con quelle gomme, e invece il britannico ha compiuto qualcosa di impensabile grazie alla mescola Pirelli e alla tattica sbagliata da Mercedes. Tutti quanti si sono ritrovati a evitare il secondo pit-stop perchè era prevista pioggia nei venti minuti finali, una pioggia che non è mai arrivata, e il ritmo si è alzato: basti pensare che Gasly ha fatto il giro veloce con gomma nuova in 1.14.279 (gomme soft) e Hamilton girava sopra l’1.17. Nonostante tutto, il britannico ha tirato il trenino completato da Verstappen, Vettel e Bottas, lottando come un leone contro il graining e il blistering che stavano sfaldando le sue gomme e alzando il ritmo. Ha guidato con intelligenza e abilità tattica nell’anticipo delle frenate e nella chiusura delle traiettorie, non lasciando praticamente mai spazio a Verstappen: l’olandese, che è stato penalizzato di 5” per il contatto con Bottas, voleva a tutti i costi passare Hamilton per provare ad allungare e vincere, ma non ci è riuscito. L’unico reale attacco di Max è arrivato al penultimo giro, col britannico che ha ”allungato” la chicane per evitare di essere travolto dall’olandese. Hamilton si è così difeso fino all’ultimo, dedicando il successo a Lauda e precedendo di solo mezzo secondo Max Verstappen. Sul podio con lui però salgono Vettel (+2”5) e Bottas, con Max Verstappen quarto per la penalizzazione a 5”5: completano la top-10 Gasly, Sainz, Kvyat, Albon, Grosjean (penalizzato di 5”) e un Ricciardo in disarmo con una Renault poco competitiva. La gara odierna ha mascherato i problemi di una Ferrari che deve lavorare ancora tantissimo per essere competitiva, e nonostante il passo ”rialzato” di Hamilton per i problemi con le gomme solo 11 piloti hanno chiuso a pieni giri: deludente la gara di Antonio Giovinazzi, arrivato ultimo a 2 giri dopo essere stato penalizzato per un contatto con Kubica, che aveva causato un ingorgo alla Rascasse bloccando anche un Leclerc ancora in gara.

Nel Mondiale, Lewis Hamilton vola a 137 punti, salendo a +17 su Bottas: terzo Vettel a quota 82, +4 su Verstappen e +25 su un Leclerc che è il primo a ritirarsi in stagione tra i big. Nel costruttori vola ovviamente Mercedes, che ha 257 punti contro i 139 della Rossa di Maranello.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *