Yamaha sembrava aver fatto più di un passo in avanti nel corso della stagione, ma è stata soltanto un’illusione primaverile. La pole position di Fabio Quartararo è stata solo fumo negli occhi in una stagione dannatamente simile a quella della Ferrari in F1: Ferrari invece di accorciare su Mercedes ga fatto avvicinare Red Bull, mentre la casa del diapason, nell’anno in cui avrebbe dovuto fare il salto di qualità seguendo le indicazioni di Rossi e Vinales, è invece diventata la quarta forza del Mondiale.

Di fatto, Yamaha è meno competitiva di Honda, Ducati e Suzuki, e i problemi si sono manifestati in tutta la loro forza al Mugello. Come sempre Yamaha (a eccezione di Rossi) è stata buona in qualifica, ottima col team Petronas, ma disastrosa in gara: di per sè (per Yamaha stessa) rappresenta già un problema il fatto che le moto di Quartararo e Morbidelli siano più veloci di quelle ufficiali, e le prestazioni della domenica hanno scoperchiato il vaso di Pandora, esasperando i problemi già visti nelle scorse gare. Yamaha è arrivata sesta con Vinales, ma più per gli errori altrui che per meriti propri: Maverick non è mai stato davvero ”in gara”, Morbidelli è caduto e Quartararo ha chiuso anonimamente 10° dopo una pessima partenza. Per non parlare di Valentino Rossi: 18° in qualifica e caduto in gara dopo un contatto sfiorato con Mir e una caduta ”strana”. Insomma, un weekend da dimenticare, e in attesa di una versione-2 che dovrebbe arrivare a Brno per provare a risolvere i problemi, i piloti si sono giustamente lamentati della loro moto.

Yamaha ha evidenti problemi con la gestione delle gomme, mostrati sia da Maverick che da VR46, e i piloti lanciano un allarme. Apre Vinales: ”Ho faticato enormemente per superare Pol Espargaro. Non smetterò mai di provarci, ma è la solita vecchia storia: non c’è grip, è difficile fermare la moto e farla girare. Ho la piccola soddisfazione di essere il miglior pilota Yamaha, ma abbiamo tutti problemi: Quartararo ha sofferto come e più di me, siamo stati molto lenti ed è difficile migliorare. Un 6° posto al Mugello, con questi problemi, è accettabile. Lavoro tutto il weekend, sorrido perchè sono nei tre nelle prove, e poi in gara mi ritrovo decimo: ci ritroviamo senza grip, è come guidare sul ghiaccio, serve qualche cambiamento perchè non si può andare avanti così”.

Più allarmista e duro Valentino Rossi, che fino alla caduta aveva messo in mostra un buon passo (simile ai primi), ma era comunque intorno alla 14a posizione e dunque nelle retrovie. Il contatto con Mir l’ha costretto a ripartire dal fondo, e poi è arrivata la caduta a porre fine a un weekend da dimenticare: ”Ho provato a sorpassare Mir, mi ha chiuso, ci siamo toccati e siamo finiti nella ghiaia. Sono tornato in pista e avevo problemi all’anteriore, come tutti quelli che hanno usato alla dura: mi si è chiuso sulle buche dell’Arrabbiata 2 e sono caduto. Qui e a Le Mans ci aspettavamo di andare bene, ma siamo stati sempre in grande ritardo. Abbiamo provato delle cose al venerdì per migliorare sull’accelerazione, perchè siamo il team ufficiale e dobbiamo puntare al podio, ma non abbiamo risolto niente e abbiamo anche perso tanto tempo. Sabato mattina con un errore nelle FP3 ho compromesso tutto: magari senza quell’errore sarei andato in Q2 e parleremmo di una gara diversa. Dobbiamo essere più veloci in prova, e dobbiamo crescere: abbiamo fatto dei passettini, gli altri invece corrono. Il gap ora è molto grande. Siamo in difficoltà su accelerazione ed elettronica, fatichiamo in curva e con le gomme: dobbiamo trovare feeling e tornare dove ci compete”.

Il paradosso è che Yamaha, su due piste a lei favorevoli, è andata anche peggio rispetto alle gare precedenti. Riuscirà a risollevarsi nei prossimi GP, oppure si consegnerà a una nuova stagione anonima?

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