Il calvario è finito, o almeno così sembra. Jeffrey Herlings aveva visto iniziare il suo incubo in un pomeriggio di gennaio, quando si stava allenando duramente con la sua KTM per essere pronto a difendere il titolo mondiale conquistato l’anno scorso dopo aver vinto 17 GP su 19 disputati e 33 manches sulle 38 che l’hanno visto al via (ha saltato Ottobiano): una caduta e una brutta frattura al piede, che inizialmente sembrava recuperabile per il via del Mondiale.

I successivi controlli avevano però spostato il rientro a fine aprile, e a fine maggio: solo alla fine dello scorso mese l’olandese ha disputato la sua prima uscita competitiva dopo la lunga riabilitazione, correndo nei campionati nazionali olandese e austriaco con la sua KTM. Ha dato buoni segnali, e ora è pronto per il grande rientro in MXGP: sarà infatti in gara a Orlyonok, nell’MXGP di Russia che si correrà domenica, e darà il via a un tris di gare che comprende anche Kegums e Teutschental. Inizialmente non sarà al 100%, e dunque vivrà una sorta di weekend ”a parte”, nel quale dovrà innanzitutto ritrovare il feeling con la moto e col Mondiale, e ottenere il massimo possibile.

Jeffrey non è un pilota che va coi piedi di piombo, ma è anche totalmente tagliato fuori dalla corsa al Mondiale, visto che si sono già corsi sette GP e il distacco da Antonio Cairoli e Tim Gajser è difficilmente colmabile: per questo motivo potrebbe effettuare una partenza soft, crescendo di manche in manche e puntando ad essere al top in Germania o nella gara appena seguente. E, quando sarà davvero al 100%, si porrà un quesito interessante: l’olandese si metterà a disposizione di Antonio Cairoli, andando a togliere punti a Tim Gajser e aiutare il suo compagno, oppure penserà solamente a sè stesso e a vincere più gare possibili? Al momento si trova a quota 84 GP vinti, e vorrà sicuramente rimpinguare il proprio bottino non appena rientrerà in forma.

Lo stesso Jeffrey Herlings ha parlato così del suo ritorno alle corse: ”Sono tornato in moto da sole tre settimane, e per ora va tutto bene. Vado in Russia con una mentalità diversa dal solito. So che sarà la prima di tre gare consecutive, e che queste settimane saranno importanti per ritrovare il ritmo di gara nel resto della stagione. Ho corso in due campionati nazionali ed ero veloce, ma ho lottato con quelle cose che ti colpiscono quando rientri da un infortunio: le braccia che si induriscono dopo pochi minuti, e il ritrovarsi a correre dopo tanto tempo con altri corridori. Sarà ancor più difficile in Russia: non so dove posso arrivare e vivrò alla giornata. Farò del mio meglio e sarò felice di ogni risultato, ma dobbiamo essere realisti. Settimana prossima, nella sabbia della Lettonia, potrebbe già andare meglio, ma qui in Russia sarà davvero difficile e soffriremo”.

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